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GLI ITALIANI DELL'ALTROVE: Sardi

Il progetto Gli Italiani dell'Altrove testimonia la particolare attenzione che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo attraverso le sue strutture specialistiche, l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia e il Museo delle Civiltà - Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, dedica alla tutela e alla valorizzazione del Patrimonio Culturale Immateriale. In Italia sono riconosciute dodici Minoranze Linguistiche Storiche, ovvero culture di lingua non italiana, che, nel corso della storia, si sono variamente insediate e integrate sul territorio nazionale, fino a diventare una parte essenziale della nostra complessiva identità di italiani. Gli Italiani dell'Altrove vuole contribuire a mettere in luce la realtà storica e contemporanea delle Minoranze Linguistiche d'Italia, con il loro patrimonio culturale immateriale. In particolare s'intende richiamare l'esperienza storica condivisa di accoglienza e integrazione, ma anche di conservazione dell'identità. Il progetto ha coinvolto dal 2012 Arbëreshë, Croati del Molise, Occitani, Sloveni, Friulani e Greci di Puglia e Calabria. Il prossimo appuntamento è dedicato ai Sardi.
 
 
Gli Italiani dell'Altrove: SARDI
 
Roma 10 febbraio 2017
Museo delle Civiltà - Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
Sala Conferenze "Diego Carpitella"
 
 
Ore 10.00-11.30
INTRODUZIONE al progetto: Angelo Boscarino
 
SALUTI ISTITUZIONALI
MiBACT: Segretario Generale Antonia Pasqua Recchia
ICDE / Museo delle Civiltà - MNATP: Direttore Leandro Ventura
ICDE / Museo delle Civiltà - MNATP: Emilia De Simoni
Regione Sardegna - Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport: Assessore Claudia Firino
Federazione Associazioni Sarde in Italia: Simone Pisano
Circolo Culturale Sardo SU NURAGHE, Biella: Battista Saiu
Circolo Culturale Sardo ACRASE Maria Lai, Roma: Maria Vittoria Migaleddu
UniSG Università di Scienze Gastronomiche (Slow Food): Rettore Piercarlo Grimaldi
Proiezione del documentario
Il ballo delle vedove (regia: Giuseppe Ferrara; Sardegna, Lula, 1963; consulenza e soggetto: Ernesto de Martino, Clara Gallini; consulenza per le riprese: Raffaello Marchi; musica: Franco Tamponi; fotografia: Giuseppe Pinori; produzione: Patara; durata: 11 minuti)
 
 
Ore 11.30-13.00
PRIMA PARTE: IL SARDO E I SARDI ALTROVE
 
I Sardi dell'Altrove: l'esperienza dei circoli culturali nel mondo "ius soli, ius sanguinis, ius cordis"
Chi sono i destinatari della Lingua e della Cultura sarda nel mondo dell'emigrazione?
 Circolo Culturale Sardo SU NURAGHE, Biella - Battista Saiu, Gianni Cilloco
 
La lingua altrove, la lingua dell'altrove: i vantaggi cognitivi del bilinguismo
 Circolo Culturale Sardo ACRASE Maria Lai, Roma - Maria Vittoria Migaleddu
 
 

Ore 13.00-14.30
Cucina e Tradizione

Esempio di valorizzazione del prodotto tipico sardo di qualità
Il progetto FASI "Sarda Tellus" con Bastianino Mossa - Gruppo di lavoro "Sarda Tellus"

Racconto e degustazione dei sapori tipici
A cura del Circolo Culturale Sardo "Quattro Mori" di Ostia Lido in collaborazione con il progetto FASI "Sarda Tellus"

 

Ore 14.30-16.00
SECONDA PARTE: FESTA
 
Il Pane Sardo della Festa
Laboratorio creativo di cultura del pane e panificazione
con la Maestra Giovanna Quai di Tertenìa (Ogliastra)
 
Canti e Musica
Con le sei voci del Cuncordu Planu de Murtas di Pozzomaggiore (Sassari)
 
 
In occasione dell'incontro saranno ricordati
gli antropologi Giulio Angioni e Clara Gallini recentemente scomparsi
 
 
 
 
 
* * *
Coordinamento scientifico: Emilia De Simoni
Coordinamento tecnico-organizzativo: Francesco Aquilanti
Segreteria comunicazione: Francesca Montuori
Accoglienza e vigilanza: Antonio Fiorillo
 

Museo delle Civiltà - Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
Direttore: Leandro Ventura
Piazza Guglielmo Marconi 8/10 - 00144 Roma Eur
Tel: (39) 06 5926148 - (39) 06 5910709 Fax: (39) 06 5911848
www.museocivilta.beniculturali.it - www.idea.mat.beniculturali.it
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GLI ITALIANI DELL'ALTROVE prossimi appuntamenti

Il progetto Gli Italiani dell'Altrove testimonia la particolare attenzione che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo attraverso le sue strutture specialistiche, l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia e il Museo delle Civiltà - Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, dedica alla tutela e alla valorizzazione del Patrimonio Culturale Immateriale.

In Italia sono riconosciute dodici Minoranze Linguistiche Storiche, ovvero culture di lingua non italiana, che, nel corso della storia, si sono variamente insediate e integrate sul territorio nazionale, fino a diventare una parte essenziale della nostra complessiva identità di italiani.
Gli Italiani dell'Altrove vuole contribuire a mettere in luce la realtà storica e contemporanea delle Minoranze Linguistiche d'Italia, con il loro patrimonio culturale immateriale. In particolare s'intende richiamare l'esperienza storica condivisa di accoglienza e integrazione, ma anche di conservazione dell'identità.
Il progetto, che ha coinvolto dal 2012 Arbëreshë, Croati del Molise, Occitani, Sloveni, Friulani e Greci di Puglia e Calabria, propone altre tre nuove tappe:

Sardi - venerdì 10 febbraio 2017
Francoprovenzali Vallée d'Aoste - venerdì 10 marzo 2017
Ladini - sabato 18 marzo 2017

Museo delle Civiltà - Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia - Direttore: Leandro Ventura
Piazza Guglielmo Marconi 8 - 00144 Roma Eur
www.museocivilta.beniculturali.it - www.idea.mat.beniculturali.it

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Arbëreshë: Rai teche - Basilicata e Calabria

Rai-Teche1
 
Ernesto De Martino dedicò un suo particolare capitolo del ciclo radiofonico "Panorami etnologici e folcloristici", da lui diretto e trasmesso dal Terzo Programma nel 1954, al folclore delle comunità albanesi presenti nella Calabria e nella Basilicata. Dopo la ricostruzione storica della migrazione degli albanesi in Italia nel XVI secolo, vengono analizzati i rituali e le altre manifestazioni legate all'amore e al matrimonio, alla morte e al lamento funebre, dei quali è particolarmente ricco il folclore italo-albanese. L'indagine si sofferma sui canti, le danze, le celebrazioni, le usanze che animano la vita di questa minoranza etnica.
 
In questa trasmissione dedicata alle minoranze etniche italiane si parla della comunità albanese presente in Calabria dal secolo XV: ne viene descritta la storia e si parla, anche in studio. della necessita' di preservarne lingua, usi, tradizioni. A questo scopo l'antropologo Luigi Lombardi Satriani, da' una definizione culturale di folklore. Inseriti canti tradizionali eseguiti da donne.
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Occitani: galleria fotografica

Immagini dall'Archivio fotografico storico dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
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Arbëreshë: galleria fotografica

Immagini dall'Archivio fotografico storico dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia

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2016. Popoli senza frontiere. Cibi e riti delle minoranze linguistiche storiche d’Italia

Bra, Slow Food® Editore - Roma, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Pollenzo, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, 2016, 286p. 

A cura di Piercarlo Grimaldi e Maura Picciau. Testi di: William Cisilino, Roberto Dapit, Emilia De Simoni, Adriano Del Fabro, Gianpaolo Fassino, Piercarlo Grimaldi, Eugenio Imbriani, Luigi M. Lombardi Satriani, Carlo Petrini, Maura Picciau, Davide Porporato, Vito Teti.
 
"Il testo analizza le tradizioni gastronomiche delle minoranze linguistiche italiane, indagate ed interpretate alla luce del profondo nesso che le unisce al tempo festivo e rituale. I testi del volume approfondiscono in particolare la cucina festiva degli Occitani, dei Friulani, degli Sloveni del Friuli, dei Croati del Molise, dei Griki del Salento e degli Arbëreschë della Calabria. Il libro è opera di antropologi e studiosi delle tradizioni gastronomiche italiane.... Con questo volume si apre la collana «Pollentia University», volta a pubblicare studi e ricerche sviluppate e condotte dall'UNISG - Università degli Studi di Scienze Gastronomiche: una nuova serie editoriale che inaugura un originale ed olistico percorso di approfondimento accademico." (Gianpaolo Fassino)
 
 
INDICE
 
Prefazione
Dario Franceschini
Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Premessa
Segretariato Generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
 
Parte I - Mangia come parli
Piercarlo Grimaldi Minoranze maggioritarie: piccolo è bello
Maura Picciau Gli Italiani dell'altrove. Un percorso di gaia conoscenza
 
Parte II - Masticare l'identità
Carlo Petrini Le minoranze: una risorsa gastronomica libera
Luigi M. Lombardi Satriani Del cibo e dell'identità
Gianpaolo Fassino Feste, cibi, comunità. Una percorso per immagini
Inserto fotografico: Cibi e riti delle minoranze linguistiche italiane
 
Parte III - La festa del cibo
Vito Teti Cibi e riti nelle comunità arbëreshë di Calabria
Emilia De Simoni Croati del Molise: il viaggio delle tradizioni
William Cisilino - Adriano Del Fabro Friuli: storia, cibi e riti di una terra pluriculturale
Eugenio Imbriani Cucina nella Grecìa salentina
Davide Porporato Il cibo rituale nelle valli occitane
Roberto Dapit Il cibo della festa presso la comunità di lingua slovena in Italia
 
 
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Saluto dell’Ambasciatore di Grecia Themistoklis Demiris

Quanto vive una lingua? Quando si spegne una civiltà? Quando scompare una comunità?

Essendo creati da esseri umani, ma anche avendo creato esseri umani, forse si applica per loro ciò che si applica agli esseri umani?

Negli esseri umani, la fine, naturale, oppure inaspettata, è sempre inevitabile. Lingue, culture e comunità sono anche loro minacciate da una morte, naturale o violenta. Ma non si può definire facilmente per queste l'aspettativa di vita. Possono durare per un po' e scomparire, insieme con le persone che le hanno create, o poco dopo, senza lasciare alcuna traccia. Ma possono anche esistere, fiorire, creare, influenzare a lungo. Possono sorprendere per la loro durata. Mentre pensi che stanno morendo, possono rinascere, rinnovarsi, adattarsi. È questa capacità che, alla fine, definisce il loro valore.

Che cosa, di tutto questo, accade con la lingua, la cultura e le comunità dei greci ed ellenofoni di Calabria e di Puglia? Sono ancora qualcosa di vivo? Possono ancora creare ? Per quanto ancora possono resistere?

La risposta non è facile. Perché anche se l'epoca contemporanea, le strategie dell' assimilazione, la paura dell' "altro", ma anche le esigenze del mercato, non sono favorevoli alla diversità, allo stesso tempo, tuttavia, si moltiplicano le voci, ma anche i mezzi, per invertire questa tendenza.

Greci ed ellenofoni del sud d'Italia per secoli hanno dimostrato che sanno creare cultura. Sanno adattarsi. Sanno resistere. La loro presenza è legata alla mitologia e alla storia greca di tutti i tempi: Con Minosse e Dedalo e gli sforzi per farli tornare a Creta. Con il padre della storia, Erodoto, che li annovera nelle sue storie. Con la Magna Grecia e Tucidide che descrive le alleanze locali nella guerra del Peloponneso.

Ma sono anche legati, forse principalmente, con l'Impero bizantino greco-ortodosso. Con Basilio il primo, che ha espulso gli Arabi e Longobardi dalla zona. Con i soldati bizantini che hanno deciso di rimanere nel Sud l'Italia. Con il monachesimo greco, che fiorì là. Con le persecuzioni iconoclaste che hanno portato alla regione ancora più gente che parlava greco. Con l'imperatore Niceforo, che ha ordinato di sostituire il rito cattolico della messa con il rito greco. Manoscritti, affreschi, tombe della regione sono in collegamento diretto con Costantinopoli e Cappadocia.

Ma più tardi arriverà il declino. Molti greci continueranno ad arrivare, per sfuggire ai turchi, ma la struttura di potere della Chiesa Cattolica di Roma, l'evoluzione naturale stessa, non favoriscono più gli isolotti greco-ortodossi . Poco a poco, nella maggior parte delle loro zone, la lingua dei greci non si scrive, solo si parla, e gradualmente viene parlata sempre da meno persone . L'unificazione d'Italia ha avuto, naturalmente, come risultato, l' intensificazione degli sforzi per l'integrazione linguistica e culturale. Le scuole hanno funzionato e permesso di apprendere una lingua e, necessariamente, dimenticarne un'altra. Ma , verso la fine del 1800 e l'inizio del 1900, si comincia a capire la ricchezza e l'importanza del linguaggio, delle tradizioni, della cultura degli ellenofoni del sud dell'Italia. Le scoprono e le promuovono viaggiatori stranieri ed etnologi e studiosi illuminati della regione stessa , ma, anche, scienziati e poeti greci, che scoprono fratelli e cugini lontani e si commuovono con i frammenti di un passato comune che ancora può unire.

Ma nel frattempo la povertà e l'emigrazione continuavano a cacciare la gente dai loro paesi.

Oggi sono rimaste 12 comunità in Calabria e 9 in Puglia, ufficialmente riconosciute come comunità ellenofone, appartenenti ad un' area di Minoranza di antico insediamento in Italia. Ma anche lì, sempre meno persone e sempre più anziane, sono quelle che parlano la lingua.

Però, per fortuna, il mondo intorno a loro sta cambiando. Ora, possiamo capire meglio e onorare un percorso storico che è parte di noi tutti, e può gettare una nuova luce sugli sviluppi e fenomeni di oggi, a livello locale e globale.

Siamo in grado di godere di più la creazione, l'arte, i costumi e le tradizioni, la musica di queste aree, che, proprio perché hanno seguito un percorso particolare, hanno un valore particolare. Ed in più, possiamo lavorare con più mezzi per salvarli.

Sarà un peccato, se i nuovi concetti che stanno per essere stabiliti dall'Unione Europea e dalla comunità internazionale in generale, sull'importanza e la protezione delle culture, delle lingue e delle comunità che lottano per sopravvivere, non saranno usati per servire queste comunità. Sarà un peccato, se il potenziale delle nuove tecnologie non sarà pienamente utilizzato, a beneficio di queste comunità di "italiani dell' altrove", che sono per noi, anche "greci dell' altrove e di un altro tempo".

Perché, per noi, greci dalla Grecia, non si tratta solo di ... alcune comunità in un paese amico e vicino. Queste comunità sono i nostri ricordi di un passato, a volte glorioso e grandioso, a volte semplice e umile, ma sempre nostro, che insieme l'abbiamo formato, ma anche ci ha formati. È la prova di una continuità che possiamo toccare, sentire, vedere, degustare. È, forse, l'anello più diretto e più umano nella catena di coloro che ci uniscono con l'Italia. Si tratta di una testimonianza , ancora vivente, della resistenza per secoli di un'isola, contro gli attriti e le usure che portano costantemente le onde del potere sovrano. È il simbolo dell' insistenza alla riproduzione, contro corrente e contro ogni previsione. Della fede alla sopravvivenza dei deboli, che credono al proprio valore.

Forse per tutto questo, musicisti, poeti, registi, giornalisti e migliaia di altri greci, di ogni classe, si sono impegnati con amore e rispetto, con queste comunità. Inoltre, migliaia di persone le hanno visitate e molte canzoni e melodie di paesi ellenofoni sono recentemente entrate nel nostro subconscio artistico collettivo.

Però, apprezzare il valore, rispettare il passato di una comunità, o godere la sua arte, è bello, può essere anche utile, molto utile, ma da solo, non basta. Non è sufficiente per garantire la sua sopravvivenza. Una sopravvivenza, non come un pezzo da museo , non come una istruttiva curiosità, neppure come una memoria collettiva. Ma come qualcosa di più. Come comunità, come lingua, come civiltà, che continuano a vivere e creare.

Per raggiungere questo obiettivo, l' apprezzamento, o anche l' ammirazione, non bastano . Ci sarà bisogno di uno sforzo concertato. Naturalmente delle stesse comunità ellenofone e delle strutture competenti in Italia e in Grecia, ma soprattutto di tutti quelli, sensibili e risoluti, che capiscono che, se alcuni organismi muoiono, se alcune luci si spengono, se alcuni gruppi scompaiono, tutti diventiamo più poveri.

Quanto vive una lingua? Quando si spegne una civiltà? Quando scompare una comunità?

Ormai lo sappiamo: la loro aspettativa di vita, dipende principalmente dall'attitudine e dall'impegno nei loro confronti da parte di tutti noi. Quindi, affinché, specialmente questa lingua viva, specialmente questa cultura non si spenga, specialmente queste comunità non scompaiano, dobbiamo tutti in Grecia e in Italia iniziare a pensare più intensamente, non tanto al loro passato, ma al loro futuro. Perché forse questo rappresenta per loro, l'unica speranza per averne veramente uno.

Roma 20 novembre 2015

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Friulani: convegno

In Italia sono riconosciute dodici Minoranze Linguistiche Storiche, ovvero culture di lingua non italiana, che, nel corso della storia, si sono variamente insediate e integrate sul territorio nazionale, fino a diventare una parte essenziale della nostra complessiva identità di italiani.

Il progetto Gli Italiani dell'Altrove vuole contribuire a mettere in luce la realtà storica e contemporanea delle Minoranze Linguistiche d'Italia, con il loro patrimonio culturale immateriale. In particolare s'intende richiamare l'esperienza storica condivisa di accoglienza e integrazione, ma anche di conservazione dell'identità, senza dimenticare l'attualità del tema dell'immigrazione nel nostro Paese.

Molte di queste Minoranze intrattengono ancora oggi legami fortissimi con i loro luoghi di origine, a partire dalla lingua vi è una significativa continuità storica di riferimenti culturali, in qualche caso agevolati anche dalla vicinanza geografica.

Il progetto è iniziato con gli Arbëreshe, gli Albanesi d'Italia, nel 2012 (centenario dell'indipendenza albanese), è proseguito nel 2013 con i Croati del Molise e gli Occitani. Nel maggio 2015 si propongono gli Sloveni e i Friulani.

La prospettiva adottata considera gli aspetti storici ed etnoantropologici del patrimonio culturale immateriale delle Minoranze Linguistiche, in un'ottica centrata sulla contemporaneità. Tra l'altro è tuttora in corso la discussione politica sugli strumenti legislativi che possano garantire la tutela e il riconoscimento di tali Minoranze.

Il progetto testimonia la particolare attenzione che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo attraverso le sue strutture specialistiche, l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, dedica alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. La missione dell'Istituto è infatti finalizzata alla valorizzazione di tale patrimonio, alla promozione di iniziative volte a tutelare i settori legati all'identità collettiva dei vari gruppi sociali presenti sul territorio e le espressioni delle diversità culturali.

GLI ITALIANI DELL'ALTROVE - FRIULANI

Roma 19 maggio 2015
Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Sala Convegni "Diego Carpitella"

ore 10.30

Introduzione
Angelo Boscarino, Present S.p.A

Saluto istituzionale
Antonia Pasqua Recchia, Segretario Generale MiBACT
Maura Picciau, Direttrice IDEA-MAT
Lorenzo Fabbro, Presidente ARLeF

ore 11.00

LA LINGUA FRIULANA FRA QUI E ALTROVE
Tavola rotonda

Coordina Domenico Morelli, presidente CONFEMILI

LA LINGUA FRIULANA NELLA SOCIETÀ CHE CAMBIA
Bruno Tellia, docente di Sociologia dell'Università degli studi di Udine

L'ESPERIENZA DI RADIO ONDE FURLANE
Paolo Cantarutti, presidente di Informazione Friulana, la cooperativa che gestisce l'emittente.

LA RAI PER LA LINGUA FRIULANA
Cristiano Degano, capostruttura RAI FVG e curatore programmi in friulano

LE ATTIVITÀ DI PROMOZIONE DELLA LINGUA FRIULANA
William Cisilino, Direttore ARLeF

ore 12.30

TESTIMONIANZE

Pietro Villotta, Vice Presidente Vicario ENTE FRIULI NEL MONDO

Francesco Pittoni, Presidente FOGOLÂR FURLAN DI ROMA

Flavio Parisi, Presidente FOGOLÂR FURLAN DI TOKYO
(in collegamento via Skype)

ore 13.00

CUCINA E TRADIZIONE

raccontata da Adriano Del Fabro, giornalista e scrittore
e con i sapori tipici a cura della Casa della Contadinanza – Gastronomica Friulana di Udine

ore 14.30

LETTERATURA: IL PASOLINI FRIULANO

Coordina RINO CAPUTO, Ordinario di Letteratura Italiana all'Università di Tor Vergata

LA LINEA PASCOLI PASOLINI
Giampaolo Borghello, Ordinario di Letteratura Italiana, Università degli Studi di Udine

LA TEORIA DELLA LINGUA IN PIER PAOLO PASOLINI
Angela Felice, Direttore Centro Studi Pierpaolo Pasolini di Casarsa della Delizia (PN)

LE ITALIE DI PASOLINI: DAL CANZONIERE AL MUSEO
Emilia De Simoni, Vicedirettrice del MAT

PIER PAOLO PASOLINI letto da FABIANO FANTINI, fondatore della compagnia del Teatro Incerto,
Poesie e brani in friulano (con traduzione)

ore 16.30

MUSICA, tra tradizione e continuità
LORIS VESCOVO vincitore della Targa Tenco come miglior disco in "dialetto" nel 2014 - chitarra e voce

* * *

Coordinamento organizzativo: Emilia De Simoni
Coordinamento tecnico: Stefano Sestili
Comunicazione: Francesco Aquilanti

Segreteria web: Laura Ciliberti, Marina Innocenzi
Segreteria comunicazione: Francesca Montuori, Sara Visco
Supporto tecnico: Simonetta Rosati

Accoglienza e vigilanza: Antonio Fiorillo

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Sloveni: convegno

In Italia sono riconosciute dodici Minoranze Linguistiche Storiche, ovvero culture di lingua non italiana, che, nel corso della storia, si sono variamente insediate e integrate sul territorio nazionale, fino a diventare una parte essenziale della nostra complessiva identità di italiani.

Il progetto Gli Italiani dell'Altrove vuole contribuire a mettere in luce la realtà storica e contemporanea delle Minoranze Linguistiche d'Italia, con il loro patrimonio culturale immateriale. In particolare s'intende richiamare l'esperienza storica condivisa di accoglienza e integrazione, ma anche di conservazione dell'identità, senza dimenticare l'attualità del tema dell'immigrazione nel nostro Paese.

Molte di queste Minoranze intrattengono ancora oggi legami fortissimi con i loro luoghi di origine, a partire dalla lingua vi è una significativa continuità storica di riferimenti culturali, in qualche caso agevolati anche dalla vicinanza geografica.

Il progetto è iniziato con gli Arbëreshe, gli Albanesi d'Italia, nel 2012 (centenario dell'indipendenza albanese), è proseguito nel 2013 con i Croati del Molise e gli Occitani. Nel maggio 2015 si propongono gli Sloveni e i Friulani.

La prospettiva adottata considera gli aspetti storici ed etnoantropologici del patrimonio culturale immateriale delle Minoranze Linguistiche, in un'ottica centrata sulla contemporaneità. Tra l'altro è tuttora in corso la discussione politica sugli strumenti legislativi che possano garantire la tutela e il riconoscimento di tali Minoranze.

Il progetto testimonia la particolare attenzione che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo attraverso le sue strutture specialistiche, l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, dedica alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. La missione dell'Istituto è infatti finalizzata alla valorizzazione di tale patrimonio, alla promozione di iniziative volte a tutelare i settori legati all'identità collettiva dei vari gruppi sociali presenti sul territorio e le espressioni delle diversità culturali.

GLI ITALIANI DELL'ALTROVE - SLOVENI

Roma 18 maggio 2015
Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Sala Convegni "Diego Carpitella"

ore 10.30

Introduzione
Angelo Boscarino, Present S.p.A

Saluto istituzionale
Antonia Pasqua Recchia, Segretario Generale MiBACT
Maura Picciau, Direttrice IDEA-MAT

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Bruna Dorbolò, Istituto per la Cultura Slovena
Ambasciatore Iztok Mirošic, Ambasciata della Repubblica di Slovenia in Italia
On. Tamara Blažina, Deputato della Repubblica Italiana

ore 11.00

STORIA Sloveni in Italia, una comunità ponte
Giorgio Banchig, giornalista

LINGUA Una scuola per la convivenza
Živa Gruden, dirigente scolastica

CULTURA Il risveglio culturale condizione per lo sviluppo del territorio
Iole Namor, giornalista

ore 13.00

CUCINA E TRADIZIONE

Racconto e degustazione dei sapori tipici sloveni a cura dell'Istituto per la Cultura Slovena - Inštitut za slovensko kulturo di S. Pietro al Natisone – Špietar (UD)
con fisarmonica

ore 14.30

La musica e i balli della Val Resia
laboratorio di balli resiani con il Gruppo Folkloristico Val Resia

ore 15.30 coffee break

ore 16.00

Presentazione

SMO - MUSEO DI PAESAGGI E NARRAZIONI
Slovensko multimedialno okno – Finestra multimediale slovena Špiètar - San Pietro al Natisone (UD)

raccontato da Donatella Ruttar, ideatrice e progettista
attraverso:

La lingua nel tempo, una storia illustrata
Live painting di Cosimo Miorelli

La biblioteca parlante
Selezione di libri della letteratura di confine

Koderjana
un progetto editoriale e artistico

 

* * *

Coordinamento organizzativo: Emilia De Simoni
Coordinamento tecnico: Stefano Sestili
Comunicazione: Francesco Aquilanti

Segreteria web: Laura Ciliberti, Marina Innocenzi
Segreteria comunicazione: Francesca Montuori, Sara Visco
Supporto tecnico: Simonetta Rosati

Accoglienza e vigilanza: Antonio Fiorillo

 

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Greci di Puglia e Calabria: convegno

In Italia sono riconosciute dodici Minoranze Linguistiche Storiche, ovvero culture di lingua non italiana, che, nel corso della storia, si sono variamente insediate e integrate sul territorio nazionale, fino a diventare una parte essenziale della nostra complessiva identità di italiani.

Il progetto Gli Italiani dell'Altrove vuole contribuire a mettere in luce la realtà storica e contemporanea delle Minoranze Linguistiche d'Italia, con il loro patrimonio culturale immateriale. In particolare s'intende richiamare l'esperienza storica condivisa di accoglienza e integrazione, ma anche di conservazione dell'identità, senza dimenticare l'attualità del tema dell'immigrazione nel nostro Paese.

Molte di queste Minoranze intrattengono ancora oggi legami fortissimi con i loro luoghi di origine, a partire dalla lingua vi è una significativa continuità storica di riferimenti culturali, in qualche caso agevolati anche dalla vicinanza geografica.

Si è iniziato con gli Arbëreshë, gli italo-albanesi, in considerazione del fatto che nel 2012 si è celebrato anche da parte italiana il centenario dell'indipendenza albanese, si è continuato nel 2013 con i Croati del Molise, salutando l'ingresso della Croazia in EU, poi gli Occitani; si è proseguito nel 2015 con gli Sloveni, i Friulani e ora si propongono i Greci di Puglia e Calabria.

La prospettiva adottata considera gli aspetti storici ed etnoantropologici del patrimonio culturale immateriale delle Minoranze Linguistiche, in un'ottica centrata sulla contemporaneità. Tra l'altro è tuttora in corso la discussione politica sugli strumenti legislativi che possano garantire la tutela e il riconoscimento di tali Minoranze.

Il progetto, sviluppato in collaborazione con Angelo Boscarino ed Elena Federica Marini della Present S.p.A., testimonia la particolare attenzione che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo attraverso le sue strutture specialistiche, l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, dedica alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. La missione dell'Istituto è infatti finalizzata alla valorizzazione di tale patrimonio, alla promozione di iniziative volte a tutelare i settori legati all'identità collettiva dei vari gruppi sociali presenti sul territorio e le espressioni delle diversità culturali.

Interverranno: l'Ambasciata della Repubblica Ellenica (Grecia) in Italia – Ambasciatore Themistoklis Demiris, il Segretario Generale MiBACT Antonia Pasqua Recchia, la direttrice dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, Maura Picciau.

In programma: testimonianze etnografiche e racconti nel pomeriggio, una degustazione-aperitivo dei sapori tipici e una prima serata di performances musicali in lingua greco-calabra e grika rispettivamente della cantastorie calabrese Francesca Prestia e del musicista Rocco De Santis.

GLI ITALIANI DELL'ALTROVE - GRECI DI PUGLIA E CALABRIA

Roma 20 novembre 2015
Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Sala Convegni "Diego Carpitella"

h.16.00

INTRODUZIONE a cura di Angelo Boscarino, Present S.p.A.

SALUTO ISTITUZIONALE

MiBACT, Segretariato Generale, Antonia Pasqua Recchia, Segretario Generale

IDEA Istituto Centrale per la Demetnoantropologia, Maura Picciau, Direttrice

MAT Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, Emilia De Simoni, Coordinatore Scientifico

Ambasciata di Grecia in Italia, Themistoklis Demiris, Ambasciatore

LUOGHI E IDENTITA'

Eugenio Imbriani (Università del Salento)

LINGUA E SCUOLA

Salvino Nucera (Comunità Greca calabrese)

Silvano Palamà (Comunità Greca pugliese)

h. 18.00

Patrimonio culturale Eno-gastronomico: sapori "greco-italici"

"MANGIARE I SIMBOLI"

Pasquale Faenza (Comunità Greca calabrese)
introduzione al Patrimonio culturale immateriale eno-gastronomico

COOPERATIVA SOCIALE "SATYROI"- Bova Marina (RC) Aperitivo italo-greco con prodotti selezionati, da agricoltura biologica

h.19.30-21.00

FESTA E MUSICA

Francesca Prestìa, cantastorie calabrese, performer in Greco-calabro

Rocco De Santis, musicista pugliese, performer in Griko pugliese

* * *

Coordinamento organizzativo: Emilia De Simoni
Coordinamento tecnico: Stefano Sestili
Comunicazione: Francesco Aquilanti

Segreteria web: Laura Ciliberti, Marina Innocenzi
Segreteria comunicazione: Francesca Montuori, Sara Visco
Supporto tecnico: Simonetta Rosati

Accoglienza e vigilanza: Antonio Fiorillo

 

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Orario ICDe
Dal lunedi al venerdi
9.00-17.00
Metro Linea B (EUR Fermi) Bus 30 Express, 170, 671, 703, 707, 714, 762, 765, 791
Amministrazione
trasparente

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