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2016. Catalogo della rassegna MAV 2016

Roma, Nuova Cultura, 2016, 42p. 

Rassegna a cura di Emilia De Simoni, Laura Faranda, Francesco Giannattasio, Giovanni Giuriati, Antonello Ricci.

Premessa

L'edizione 2016 di MAV Materiali di antropologia visiva si apre con una mattina dedicata al rapporto tra cinema, fotografia e psichiatria, con il film 87 ore – Gli ultimi giorni di Francesco Mastrogiovanni (2015), di Costanza Quatriglio, e con uno sguardo retrospettivo comprendente il film Gli esclusi (1969) di Michele Gandin, realizzato a partire dalle fotografie scattate da Luciano D'Alessandro fra il 1965 e il 1968 nel manicomio di Nocera Superiore (SA), diretto da Sergio Piro. Nel 1969 D'Alessandro ha pubblicato un celebre volume fotografico con lo stesso titolo che, insieme ai lavori di Gianni Berengo Gardin e di Carla Cerati e a quelli di altri fotografi, ha contribuito a scardinare il sistema manicomiale in Italia e a portare nel 1978 alla legge 180, la cosiddetta Legge Basaglia sugli Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori. Nel 2009, tuttavia, Francesco Mastrogiovanni, maestro elementare, viene prelevato coattamente e sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio nel reparto psichiatrico dell'ospedale di Vallo della Lucania (SA) dove muore dopo 87 ore di sofferenze sotto l'occhio meccanico di nove telecamere di sorveglianza che ne documentano ogni istante. Quelle riprese, apparentemente lontane da qualsiasi idea di narrazione cinematografica, attraverso il processo di rielaborazione a cui le sottopone Quatriglio diventano, come scrive la stessa regista, il più contemporaneo degli sguardi su "un luogo archetipico: il modo in cui viene esercitato il potere sul corpo umano". C'è una relazione che lega il film 87 ore con Gli esclusi di Gandin ed è l'analogia tra la tipologia di immagini su cui si basano: fotografiche e per loro natura immobili per il secondo; fisse e non fluide, ma a scatti – un fotogramma ogni 2 secondi – per il primo. In ambedue i casi si tratta di rappresentazioni "congelate" della realtà, con un loro tempo interno, con una capacità non "naturale" di restituire sempre nuovi dettagli ogni volta che le si guarda, le si studia, le si indaga. Alcuni estratti da una videointervista del 7 giugno 2016 a Luciano D'Alessandro mettono in luce l'esperienza intercorsa tra fotografo e cineasta nella preparazione del film e costituiscono un omaggio alla memoria del grande reporter scomparso nel settembre 2016.
A partire dal pomeriggio del primo giorno saranno proiettati i filmati selezionati per la rassegna, giunti numerosi a testimonianza che MAV è ormai un punto di riferimento per coloro che si occupano di antropologia visiva anche a livello internazionale, come attestano le opere di David MacDougall e di Steven Feld in programma in questa edizione. Le sessioni sono organizzate secondo il consueto e collaudato schema dell'alternanza di proiezioni e discussioni.

MAV 2016 - Materiali di Antropologia Visiva - 24-25-26 novembre 2016

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Materiali di Antropologia Visiva 2016

Roma 24-25-26 novembre 2016 - "Sapienza" Università di Roma, Auditorium della Cappella Universitaria
a cura di Emilia De Simoni, Laura Faranda, Francesco Giannattasio, Giovanni Giuriati, Antonello Ricci
 
Il Convegno-Rassegna MAV, storico appuntamento biennale di antropologia visiva, ideato da Diego Carpitella nel 1985 al Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, è stato ripreso nel 2010 alla "Sapienza" Università di Roma. Le edizioni del 2012 e 2014 sono state organizzate dall'Università in collaborazione con il Museo, presso la Sala Convegni "Diego Carpitella". MAV 2016, organizzato dall'Università e dall'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, avrà luogo nei giorni 24-25-26 novembre 2016, presso la "Sapienza" Università di Roma. Secondo la formula ormai consolidata, l'edizione del 2016 si articolerà in tre giornate, la prima dedicata a un evento con partecipazione di studiosi e operatori, le altre due in un'alternanza di proiezioni di film e di discussioni con relatori e autori dei documenti in programma.
 
MAV 2016 - Materiali di Antropologia Visiva - 24-25-26 novembre 2016
Auditorium della Cappella Universitaria - "Sapienza" Università di Roma - Piazzale Aldo Moro 5
 
PROGRAMMA
 
24 novembre
9,00 - Apertura dei lavori:
Stefano Asperti, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia
Leandro Ventura, Direttore dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
9,30 - Presentazione della rassegna
GLI ESCLUSI: VISIONI E RIFLESSIONI SU CINEMA, FOTOGRAFIA E PSICHIATRIA
a cura di Laura Faranda e Antonello Ricci
9,40 - Costanza Quatriglio, 87 ore. Gli ultimi giorni di Francesco Mastrogiovanni, 2015, 75', introduce Antonello Ricci
11,15 - Michele Gandin, Gli esclusi, 1969, 15', introduce Laura Faranda
11,45 - Luciano D'Alessandro. Intervista, 2016, 15', a cura di Laura Faranda e Antonello Ricci
12,30 - Apre la discussione Laura Faranda
14,30 - Rita Mirabella, Giuseppe Tumino, Il segreto dei caminanti, 2016, 35' (estratto)
15,15 - Gianfranco Spitilli, Il numero dei passi, 2015, 14'
15,35 - Riccardo Bononi, Francesco Rufini, The City of Flies, 2015, 18'
16,00 -Mattia Fumanti, Crusade Ghana Style, 2016, 30' (estratto)
16,30 - Guido Nicolás Zingari, Il mare, 2014, 37'
17,10 - Apre la discussione Antonello Ricci
 
25 novembre
9,00 - Michele Trentini, La sacra trebbia, 2016, 18'
9,30 - Parsifal Reparato, Silvia Vignato, Rezeki – Gold and Stone Mining in Aceh, 2015, 43' (estratto)
10,30 - Massimo Pirovano, Uomini invisibili. Vivere da pesacatori oggi, sul lago di Como, 2015, 35' (estratto)
11,30 - David MacDougall, Under the Palace Wall, 2014, 53'
12,30 - Apre la discussione Francesco Giannattasio
14,30 - Francesca Catarci, Jania Sarno, Anastenaria. La danza delle icone, 2016, 45'
15,20 - Maricla Boggio, Luigi M. Lombardi Satriani, San Gennaro. Viaggio nell'identità napoletana, 2014, 30' (estratto)
16,00 - Stefano Cavallotto, Piercarlo Grimaldi, Gianpaolo Fassino, Davide Porporato, Bello da mangiare. Di contenuto, di contenitore. Le raviole al plin, 2015, 12'
16,20 - Monica Dovarch, S'orchestra in limba (L'orchestra in lingua sarda), 27' (estratto)
17,00 - Nino Cannatà, Gli ultimi spiritari. L'essenza nobile del bergamotto, 2012-2015, 15'
17,20 - Bianca Pastori, Sara Roncaglia, Agricoltrici per scelta. Etnografie di lavoro delle produttrici agricole di montagna nella provincia di Como, 2014, 27'
18,00 - Marco Marcotulli, Marco D'Aureli, Maremma laziale. Uomini e cavalli, 2014, 32'
18,30 - Apre la discussione Emilia De Simoni
 
26 novembre
9,00 - Paolo Vinati, Suoni dalle isole - Zvuci otoka, 2016, 37' (estratto)
9,50 - Vincenzo Della Ratta, Eisuke Yanagisawa, Po thi, 2013, 34'
10,35 - Marco Lutzu, Santeros, 2015, 40' (estratto)
11,25 - Fabrizio Lecce, I Passiuna tu Christù, 2011, 25'
12,00 - Anyaa Arts Kollektif: J.C. Abbey, Nii Noy Nortey, Nii Otoo Annan, Nii Yemo Nunu, Steven Feld, JC Abbey, Ghana's puppeteer, 2016, 55'
13,10 - Apre la discussione Giovanni Giuriati
 
Filmati visionabili a richiesta presso il Laboratorio di Antropologia delle immagini e dei suoni "Diego Carpitella"
Ferdinando Amato, Muro a secco, 2015, 14'13"
Ferdinando Amato, Pani i casa, 2015, 13'22"
Ferdinando Amato, Rimunna, 2015, 9'00"
Associazione musicale "Marco Spoletini", Note... storiche. Trentennale della Banda musicale "Città di Gallese", 2007, 52'57"
Riccardo Apuzzo, Il Polline e la ruggine. Memoria, lavoro e deindustrializzazione a Sesto San Giovanni (1985-2015), 2015, 45'00"
Silvia Berini, Emilio Falvo, Per grazia e con passione. Rituali di sangue in Calabria, 2016, 4'46"
Luigi Bombace, 'A Figliola, il mito di madre terra nei canti e balli tradizionali in Campania, 1995, 15'11"
Mario Calderaro, Vyana, 2016, 17'00"
Gabriele Campioni, Paola Testa, Tu di Gallese – La Festa di San Famiano: fede, folclore e tradizione nel corso dei secoli, 2016, 40'00"
Gabriele Campioni, Paola Testa, Un legame antico. La pratica della transumanza tra Castelluccio di Norcia e Gallese, 2008, 40'00"
Maria Vittoria Capurro, Le mythe de Téâ Kanaké, le premier kanak, 2016, 32'05"
Tullia Conte, Mattia Doto, Ritmi di protesta. Danza popolare contemporanea, 2016, 26'00"
Associazione culturale Hyrpus Doctus, Museo Etnomusicale "Celestino Coscia e Antonio Bocchino", Irpinia, Montemarano: la tromba di corteccia di castagno, 2014, 22'00"
Gioacchino Danilo Di Gesù, Peregrinus, 2015, 18'00"
Gianfranco Donadio, Agostino Conforti, L'albero, il Santo e i dimenticati, 2016, 45'00"
Cecilia Ferraro, Martina Pafumi, Il dono della lettura, 2016, 16'10"
Fabrizio Lecce, Il fascino discreto del volto santo, 2012, 9'00"
Fabrizio Lecce, Mana. Diario filmato di una ricerca di campo, 2015, 33'00"
Fabrizio Lecce, Mareverde. Racconti di una stagione perduta, 2013, 25'00"
Roberto Pileri, Mauro Nori, Le picchiarellare di San Gemini, 2015, 16'27"
Roberto Pileri, Mauro Nori, Stefano Rossini, Le intusse di Itieli, 2015, 13'51"
Massimo Pirovano, Il maiale buono. Gesti ritrovati di una tradizione cambiata, 2015, 50'00"
Daniele Quadraccia, Giorni rossi d'estate, 2015, 37'00"
Peter Ranalli, La stessa direzione, 2015, 28'00"
Andrea Simonetta, Centro Studi Memorandum, Il tempo della Quaresima e della Pasqua in Calabria, 2015, 32'54"
Paul Sinclair, Big boss: last leader of the Crocodile Islands.
Bunggawa bathala. Rom-dal ga ralpa-dumurru, 2015, 53'00"
Gianfranco Spitilli, Più colpi delle stelle. Serafino Zilli scalpellino, 2015, 5'05"
Dino Tron, Elisa Salvalaggio, Baìo, Baìo! La Baìo del Vilar di Sampeyre (CN), 2015, 30'00"
 
MAV 2016 - Materiali di Antropologia Visiva
a cura di
Emilia De Simoni, Laura Faranda, Francesco Giannattasio, Giovanni Giuriati, Antonello Ricci
 
Redazione, segreteria: Carmelo Russo, Valentina Guaglianone, Mirèlha Guil i Egea, Anna Lisa Puggi
Supporto tecnico: Francesco Marchetti, Amedeo Pierallini
Comunicazione e ufficio stampa: Francesco Aquilanti
 
Laboratorio di Antropologia delle immagini e dei suoni "Diego Carpitella", tel. 06-49913389
"Sapienza" Università di Roma
Piazzale Aldo Moro 5 - 00185 ROMA
 
Archivio di Antropologia visiva "Annabella Rossi", tel. 06-5910709
Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia / Museo delle Civiltà – Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari (Direttore: Leandro Ventura)
Piazza Guglielmo Marconi 10 - 00144 ROMA
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MAV 2016 - Materiali di Antropologia Visiva

Roma 24-25-26 novembre 2016 - "Sapienza" Università di Roma, Auditorium della Cappella Universitaria
a cura di Emilia De Simoni, Laura Faranda, Francesco Giannattasio, Giovanni Giuriati, Antonello Ricci
 
Il Convegno-Rassegna MAV, storico appuntamento biennale di antropologia visiva, ideato da Diego Carpitella nel 1985 al Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, è stato ripreso nel 2010 alla "Sapienza" Università di Roma. Le edizioni del 2012 e 2014 sono state organizzate dall'Università in collaborazione con il Museo, presso la Sala Convegni "Diego Carpitella". MAV 2016, organizzato dall'Università e dall'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, avrà luogo nei giorni 24-25-26 novembre 2016, presso la "Sapienza" Università di Roma. Secondo la formula ormai consolidata, l'edizione del 2016 si articolerà in tre giornate, la prima dedicata a un evento con partecipazione di studiosi e operatori, le altre due in un'alternanza di proiezioni di film e di discussioni con relatori e autori dei documenti in programma.
 
MAV 2016 - Materiali di Antropologia Visiva - 24-25-26 novembre 2016
Auditorium della Cappella Universitaria - "Sapienza" Università di Roma - Piazzale Aldo Moro 5
 
PROGRAMMA
 
24 novembre
9,00 - Apertura dei lavori:
Stefano Asperti, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia
Leandro Ventura, Direttore dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
9,30 - Presentazione della rassegna
GLI ESCLUSI: VISIONI E RIFLESSIONI SU CINEMA, FOTOGRAFIA E PSICHIATRIA
a cura di Laura Faranda e Antonello Ricci
9,40 - Costanza Quatriglio, 87 ore. Gli ultimi giorni di Francesco Mastrogiovanni, 2015, 75', introduce Antonello Ricci
11,15 - Michele Gandin, Gli esclusi, 1969, 15', introduce Laura Faranda
11,45 - Luciano D'Alessandro. Intervista, 2016, 15', a cura di Laura Faranda e Antonello Ricci
12,30 - Apre la discussione Laura Faranda
14,30 - Rita Mirabella, Giuseppe Tumino, Il segreto dei caminanti, 2016, 35' (estratto)
15,15 - Gianfranco Spitilli, Il numero dei passi, 2015, 14'
15,35 - Riccardo Bononi, Francesco Rufini, The City of Flies, 2015, 18'
16,00 -Mattia Fumanti, Crusade Ghana Style, 2016, 30' (estratto)
16,30 - Guido Nicolás Zingari, Il mare, 2014, 37'
17,10 - Apre la discussione Antonello Ricci
 
25 novembre
9,00 - Michele Trentini, La sacra trebbia, 2016, 18'
9,30 - Parsifal Reparato, Silvia Vignato, Rezeki – Gold and Stone Mining in Aceh, 2015, 43' (estratto)
10,30 - Massimo Pirovano, Uomini invisibili. Vivere da pesacatori oggi, sul lago di Como, 2015, 35' (estratto)
11,30 - David MacDougall, Under the Palace Wall, 2014, 53'
12,30 - Apre la discussione Francesco Giannattasio
14,30 - Francesca Catarci, Jania Sarno, Anastenaria. La danza delle icone, 2016, 45'
15,20 - Maricla Boggio, Luigi M. Lombardi Satriani, San Gennaro. Viaggio nell'identità napoletana, 2014, 30' (estratto)
16,00 - Stefano Cavallotto, Piercarlo Grimaldi, Gianpaolo Fassino, Davide Porporato, Bello da mangiare. Di contenuto, di contenitore. Le raviole al plin, 2015, 12'
16,20 - Monica Dovarch, S'orchestra in limba (L'orchestra in lingua sarda), 27' (estratto)
17,00 - Nino Cannatà, Gli ultimi spiritari. L'essenza nobile del bergamotto, 2012-2015, 15'
17,20 - Bianca Pastori, Sara Roncaglia, Agricoltrici per scelta. Etnografie di lavoro delle produttrici agricole di montagna nella provincia di Como, 2014, 27'
18,00 - Marco Marcotulli, Marco D'Aureli, Maremma laziale. Uomini e cavalli, 2014, 32'
18,30 - Apre la discussione Emilia De Simoni
 
26 novembre
9,00 - Paolo Vinati, Suoni dalle isole - Zvuci otoka, 2016, 37' (estratto)
9,50 - Vincenzo Della Ratta, Eisuke Yanagisawa, Po thi, 2013, 34'
10,35 - Marco Lutzu, Santeros, 2015, 40' (estratto)
11,25 - Fabrizio Lecce, I Passiuna tu Christù, 2011, 25'
12,00 - Anyaa Arts Kollektif: J.C. Abbey, Nii Noy Nortey, Nii Otoo Annan, Nii Yemo Nunu, Steven Feld, JC Abbey, Ghana's puppeteer, 2016, 55'
13,10 - Apre la discussione Giovanni Giuriati
 
Filmati visionabili a richiesta presso il Laboratorio di Antropologia delle immagini e dei suoni "Diego Carpitella"
Ferdinando Amato, Muro a secco, 2015, 14'13"
Ferdinando Amato, Pani i casa, 2015, 13'22"
Ferdinando Amato, Rimunna, 2015, 9'00"
Associazione musicale "Marco Spoletini", Note... storiche. Trentennale della Banda musicale "Città di Gallese", 2007, 52'57"
Riccardo Apuzzo, Il Polline e la ruggine. Memoria, lavoro e deindustrializzazione a Sesto San Giovanni (1985-2015), 2015, 45'00"
Silvia Berini, Emilio Falvo, Per grazia e con passione. Rituali di sangue in Calabria, 2016, 4'46"
Luigi Bombace, 'A Figliola, il mito di madre terra nei canti e balli tradizionali in Campania, 1995, 15'11"
Mario Calderaro, Vyana, 2016, 17'00"
Gabriele Campioni, Paola Testa, Tu di Gallese – La Festa di San Famiano: fede, folclore e tradizione nel corso dei secoli, 2016, 40'00"
Gabriele Campioni, Paola Testa, Un legame antico. La pratica della transumanza tra Castelluccio di Norcia e Gallese, 2008, 40'00"
Maria Vittoria Capurro, Le mythe de Téâ Kanaké, le premier kanak, 2016, 32'05"
Tullia Conte, Mattia Doto, Ritmi di protesta. Danza popolare contemporanea, 2016, 26'00"
Associazione culturale Hyrpus Doctus, Museo Etnomusicale "Celestino Coscia e Antonio Bocchino", Irpinia, Montemarano: la tromba di corteccia di castagno, 2014, 22'00"
Gioacchino Danilo Di Gesù, Peregrinus, 2015, 18'00"
Gianfranco Donadio, Agostino Conforti, L'albero, il Santo e i dimenticati, 2016, 45'00"
Cecilia Ferraro, Martina Pafumi, Il dono della lettura, 2016, 16'10"
Fabrizio Lecce, Il fascino discreto del volto santo, 2012, 9'00"
Fabrizio Lecce, Mana. Diario filmato di una ricerca di campo, 2015, 33'00"
Fabrizio Lecce, Mareverde. Racconti di una stagione perduta, 2013, 25'00"
Roberto Pileri, Mauro Nori, Le picchiarellare di San Gemini, 2015, 16'27"
Roberto Pileri, Mauro Nori, Stefano Rossini, Le intusse di Itieli, 2015, 13'51"
Massimo Pirovano, Il maiale buono. Gesti ritrovati di una tradizione cambiata, 2015, 50'00"
Daniele Quadraccia, Giorni rossi d'estate, 2015, 37'00"
Peter Ranalli, La stessa direzione, 2015, 28'00"
Andrea Simonetta, Centro Studi Memorandum, Il tempo della Quaresima e della Pasqua in Calabria, 2015, 32'54"
Paul Sinclair, Big boss: last leader of the Crocodile Islands.
Bunggawa bathala. Rom-dal ga ralpa-dumurru, 2015, 53'00"
Gianfranco Spitilli, Più colpi delle stelle. Serafino Zilli scalpellino, 2015, 5'05"
Dino Tron, Elisa Salvalaggio, Baìo, Baìo! La Baìo del Vilar di Sampeyre (CN), 2015, 30'00"
 
MAV 2016 - Materiali di Antropologia Visiva
a cura di
Emilia De Simoni, Laura Faranda, Francesco Giannattasio, Giovanni Giuriati, Antonello Ricci
 
Redazione, segreteria: Carmelo Russo, Valentina Guaglianone, Mirèlha Guil i Egea, Anna Lisa Puggi
Supporto tecnico: Francesco Marchetti, Amedeo Pierallini
Comunicazione e ufficio stampa: Francesco Aquilanti
 
Laboratorio di Antropologia delle immagini e dei suoni "Diego Carpitella", tel. 06-49913389
"Sapienza" Università di Roma
Piazzale Aldo Moro 5 - 00185 ROMA
 
Archivio di Antropologia visiva "Annabella Rossi", tel. 06-5910709
Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia / Museo delle Civiltà – Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari (Direttore: Leandro Ventura)
Piazza Guglielmo Marconi 10 - 00144 ROMA
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A memoria d'uomo

Tra il 2015 e il 2016 l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia ha prodotto un film sul Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari. Il film si articola in una serie d'immagini e sequenze concepite a largo respiro, fluide, dinamiche, musicali, girate con la tecnica steady in Alta Definizione e in H.D.R, relative all'architettura del palazzo, alla struttura interna, al disegno espositivo, alle sue preziose collezioni, agli archivi sonori e audiovisivi, e ai più rilevanti oggetti e manufatti artistici e tradizionali in esso conservati. Il film alterna le riprese degli oggetti a riposo a sequenze dei manufatti nell'uso, attingendo alle più efficaci immagini di repertorio degli archivi del Museo. La musica e la voce narrante, mixate con i suoni e i paesaggi sonori delle tradizioni popolari, dialogano con la nostra dinamica di ripresa, basata su speciali movimenti di macchina dal sapore sempre musicale.

Il film si è posto come obiettivi: raccontare la storia del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari a partire delle collezioni raccolte dall'etnologo Lamberto Loria per la Mostra Etnografica di Roma del 1911; configurarsi come una sorta di guida, mostrando, oltre alla struttura architettonica del Museo e le sue sale espositive e i materiali dell'Archivio di Antropologia Visiva; Evidenziare la collaborazione del Museo con figure di grande rilievo dell'antropologia e dello studio delle tradizioni popolari, personaggi che hanno contribuito alla sua fondazione e alla realizzazione di iniziative di respiro internazionale (tra gli altri Diego Carpitella, Annabella Rossi, Roberto De Simone); divenire uno strumento di divulgazione della storia e delle attività del Museo, tale da essere presentato in occasioni istituzionali o agli studenti.

amemoriaduomo

di Francesco De Melis
con Patrizia Giancotti e Renato Marotta

Consulenza Scientifica: Emilia De Simoni
Fotografia: Dario Ruta
Assistente di ripresa: Luca Brunetti
Montaggio: Renato Marotta
Musica: Francesco De Melis
Voce narrante: Patrizia Giancotti
Produzione: Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia 2016
Durata 27'

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2016 LUGLIO - REDEMPTION fotografie di Salvino Campos

REDEMPTION fotografie di Salvino Campos

Dal 3 luglio 2016 al 24 febbraio 2017 l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia ospita la mostra "REDEMPTION" fotografie di Salvino Campos. L'esposizione, a cura di Mario Franco e Maurizio Siniscalco, è organizzata da ArteAs - Associazione Culturale in collaborazione con l'Istituto Centrale per la Demoetnoantrolopologia - Museo Nazionale Arti e Tradizioni Popolari di Roma. Un viaggio per immagini attraverso 31 fotografie in bianco e nero che si snoda tra differenti scenari in bilico tra presa di coscienza della propria condizione personale e desiderio di "redenzione", tra la fuga dall'"oscurità" e la ricerca della "luce". Immagini in cui vengono rappresentati i diversi modi di appartenenza nelle sue diverse manifestazioni e in diversi contesti sociali e culturali.

Cenni Biografici
Salvino Campos è nato in Brasile nel 1970 a Quartel Geral, nello stato di Minas Gerais, dove inizia l'attività professionale nel 1992, anno in cui si trasferisce a Porto Alegre e dove, nel 1995, espone per la prima volta. Nello stesso anno si sposta a Brasilia. Dal 2000 Campos si trasferisce a Napoli, che diventa la sua città di adozione e lo spartiacque della sua carriera artistica. Secondo la citata affermazione di Henri Cartier-Bresson, che la fotografia è "un modo per comprendere", Campos è alla continua ricerca di una sintesi espressiva tra arte e riflessione politico-sociale, dando vita ad un percorso originale secondo una struttura flessibile che si presta ad affrontare temi e linguaggi diversi: dallo studio di volti, corpi, personaggi, a quello di epoche storiche, come il barocco, fino al paesaggio affrontato nella sua valenza simbolica, per cui la ripresa fotografica diventa soprattutto una questione di ambienti, spazi ed evocazioni. Vive e lavora fra Napoli e Rio de Janeiro.

Scheda Mostra
Titolo: Redemption
Artista: Salvino Campos
A cura di: Mario Franco e Maurizio Siniscalco
Sede espositiva: Istituto Centrale per la Demoetnoantrolopologia - Museo Nazionale Arti e Tradizioni Popolari
Date: 3 luglio 2016 - 24 febbraio 2017
Inaugurazione: domenica 3 luglio 2016 - ore 17.00
Orario: martedì - domenica h 8.30/19.30 - lunedì chiuso
Catalogo: Edizioni ArteAs
Organizzazione e allestimento: ArteAs Associazione Culturale
In collaborazione con: Istituto Centrale per la Demoetnoantrolopologia - Museo Nazionale Arti e Tradizioni Popolari

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Il cinema e la fotografia sociale

LUNEDI 9 MAGGIO 2016

Arturo Zavattini: il cinema e la fotografia sociale nell'Italia del secondo Dopoguerra

La mostra AZ - Arturo Zavattini fotografo. Viaggi e cinema 1950-1960, patrocinata tra altri enti dalla Società Italiana per lo Studio della Fotografia e curata da Francesco Faeta e Giacomo Daniele Fragapane, ha avuto un notevole successo di pubblico e una vasta attenzione da parte della stampa e dei mass media. Nelle settimane di esposizione, anche attraverso i numerosi riscontri critici ricevuti, sono emerse prospettive di lettura, ipotesi storiografiche, considerazioni di carattere estetico e metodologico, che confermano come una mostra, lungi dal rappresentare il mero punto finale di un processo di elaborazione, è invece opera aperta, work in progress, strumento di continua riflessione ed elaborazione intorno alle molteplici possibilità culturali, sociali, comunicative che la fotografia possiede. In tale prospettiva la Società Italiana per lo Studio della Fotografia, organizza, in collaborazione con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, una giornata di studio che vuole essere un tentativo di far emergere l'intreccio di questioni e rimandi interdisciplinari che l'opera fotografica di Arturo Zavattini pone in causa, muovendosi a cavallo tra territori espressivi che perlopiù si tende a pensare come disgiunti (cinema e fotografia, narrazione e documentazione, inchiesta etnografica e reportage di impronta neorealista) e recando con sé una eredità storica e culturale complessa e articolata, ricca di suggestioni diverse e, per la peculiare (per non dire unica) vicenda biografica e umana da cui deriva, naturalmente predisposta a una interrogazione di tipo dialettico, al confronto e allo scambio tra diverse posizioni e metodologie di indagine del medium fotografico.

ore 10.30-13.30

Programma
Saluto della direttrice del MNATP Anna Imponente
Coordina Luigi Tomassini (Università di Bologna)

Giovanni Fiorentino (Università della Tuscia, presidente SISF)
Stefania Parigi (Università Roma Tre)
Gianni Berengo Gardin (fotografo)
Francesco Marano (Università della Basilicata)
Virgilio Tosi (Centro Sperimentale di Cinematografia - SNC)

Saranno presenti: Arturo Zavattini con Pietro Clemente, Emilia De Simoni, Francesco Faeta, Giacomo Daniele Fragapane, Claudio Piersanti

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2015. AZ - Arturo Zavattini fotografo. Viaggi e cinema 1950-1960

Roma, Contrasto, 2015, 178 fotografie in b/n, 217p.
A cura di Francesco Faeta e Giacomo Daniele Fragapane, con contributi di Pietro Clemente, Emilia De Simoni, Maura Picciau e Claudio Piersanti.

Il libro è introdotto da due testi critici dei curatori, in cui si racconta l'approccio di Arturo Zavattini alla fotografia, scoperta nel 1949 quando il padre gli regala la prima macchina fotografica e coltivata a stretto contatto con l'impegno nel cinema. Le fotografie sono organizzate in cinque sezioni che ripercorrono i viaggi di Zavattini fotografo: dal Viaggio in Lucania che documenta la spedizione etnografica in compagnia di Ernesto De Martino, si passa attraverso le fotografie scattate tra le strade di Roma, Napoli e altre città italiane (Viaggi in Italia), fino ad arrivare al reportage realizzato nel 1956 a Bangkok e nel nord della Thailandia (Viaggio in Thailandia), e alle immagini realizzate invece a Cuba che includono un casuale incontro con Ernesto "Che" Guevara. Chiude il volume una suggestiva sezione che raccoglie immagini scattate sui set cinematografici e in altre situazioni di backstage, e che ritraggono personaggi come Sofia Loren o Vittorio De Sica.

La mostra AZ - Arturo Zavattini fotografo. Viaggi e cinema 1950-1960

 

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2014. Catalogo della rassegna MAV 2014

Roma, Nuova Cultura, 2014, 46p.

Rassegna a cura di Emilia De Simoni, Vito Di Bernardi, Laura Faranda, Francesco Giannattasio, Giovanni Giuriati, Antonello Ricci.

Premessa.
L'edizione 2014 di MAV Materiali di antropologia visiva si apre con una giornata dedicata a Diego Carpitella e ad Annabella Rossi. I materiali inseriti nel programma della prima giornata sono inediti e mai visti. Sono stati realizzati da Carpitella e da Rossi nella prima metà degli anni '70 dello scorso secolo in Campania e avevano come tema il carnevale. Entrambi i due studiosi hanno seguito una pluralità di interessi di ricerca: musicale, coreutico, cerimoniale, simbolico. Carpitella, tra l'altro, seguendo le tracce di strumenti a doppio calamo individuò, per la prima volta in Italia, un suonatore e costruttore di doppio flauto a Montemarano. Rossi, affiancata da Roberto De Simone, realizzò una tra le più importanti documentazioni sui carnevali campani confluita nel volume Carnevale di chiamava Vincenzo scritto con il regista-musicologo napoletano. Un altro dato di rilievo consiste nell'utilizzo, da parte di entrambi, per la prima volta in ricerche sul campo in Italia, di attrezzature di videoripresa portatili, avviando in maniera pionieristica la pratica delle telecamere nella ricerca etnografica. I filmati, la cui opera di digitalizzazione e restauro è in corso, sono per la prima volta proiettati in pubblico e offrono la possibilità di osservare stili e metodi di ricerca di due tra i più importanti nomi dell'antropologia visiva italiana. La giornata si conclude con un omaggio a Michele Gandin in occasione del centenario della nascita. Nel secondo e nel terzo giorno della rassegna sono proiettati i filmati pervenuti, giunti numerosi a testimonianza che MAV è ormai un punto di riferimento per coloro che si occupano di antropologia visiva in Italia. Le sessioni sono organizzate secondo il consueto e collaudato schema dell'alternanza di proiezioni e discussioni.

MAV 2014 - Materiali di Antropologia Visiva - 27-28-29 novembre 2014

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2012. Catalogo della rassegna MAV 2012

Roma, Nuova Cultura, 2012, 40p.

Rassegna a cura di Emilia De Simoni, Laura Faranda, Francesco Giannattasio, Giovanni Giuriati, Antonello Ricci.

Premessa.
L'edizione 2012 di MAV Materiali di antropologia visiva si apre con una giornata interamente dedicata al regista olandese Joris Ivens, uno dei maggiori documentaristi del Novecento. Viene proiettato il suo film L'Italia non è un paese povero realizzato nel 1959 su commissione di Enrico Mattei per promuovere l'attività dell'Eni in quanto motore di una rinascita economica dell'Italia del secondo dopoguerra. Il film, destinato a essere trasmesso in tre puntate in televisione, ha una vicenda travagliata e in seguito alla censura della Rai sparisce letteralmente dalla circolazione. Nel 1996, grazie alle ricerche di un giovane cineasta, Stefano Missio, confluite nel documentario Quando l'Italia non era un paese povero, il film ritorna alla luce. Successivamente, dal film di Ivens trae ispirazione un allora promettente autore, Daniele Vicari, che ne ripercorre l'itinerario nel documentario Il mio paese. Un episodio del film di Joris Ivens è girato in Basilicata, dove l'Eni sta compiendo sondaggi alla ricerca del metano negli stessi paesi delle ricerche etnografiche di Ernesto de Martino. Le musiche che accompagnano le immagini sono tratte dalle registrazioni effettuate qualche anno prima da Diego Carpitella e dallo stesso de Martino e confluite in una delle raccolte di musica popolare conservate presso gli Archivi di Etnomusicologia dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma: una scelta che lega in maniera diretta L'Italia non è un paese povero alle vicende più importanti degli studi antropologici ed etnomusicologici italiani. Attraverso la proiezione dei tre film già ricordati e tramite le testimonianze di alcuni dei protagonisti, MAV 2012 rende omaggio a Joris Ivens e, allo stesso tempo, attesta e mette in luce un altro piccolo tassello dell'elaborato mosaico della vicenda demartiniana quale precorritrice di un'antropologia visiva italiana. Nel secondo e nel terzo giorno della rassegna sono proiettati i filmati pervenuti, giunti numerosi a testimonianza che MAV continua a essere un punto di riferimento per coloro che si occupano di antropologia visiva in Italia. Le sessioni sono organizzate secondo il consueto e collaudato schema dell'alternanza di proiezioni e discussioni.

MAV 2012 - Materiali di Antropologia Visiva - 15-16-17 novembre 2012

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AZ - Arturo Zavattini fotografo

5 DICEMBRE 2015 - 29 MAGGIO 2016

L’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia in considerazione del grande interesse del pubblico e della critica ha deciso di prorogare fino al 29 maggio la mostra allestita presso il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari  AZ - Arturo Zavattini fotografo  Viaggi e cinema, 1950-1960, ideata e curata da Francesco Faeta e Giacomo Daniele Fragapane:  178  fotografie di grande formato, in massima parte inedite,  che illustrano l’intensa attività del fotografo tra il 1950 e il 1960, decennio cruciale della storia del nostro Novecento.

Zavattini-proroga leggero
Arturo Zavattini è noto, oltre che come operatore cinematografico e direttore della fotografia di molti film importanti, non solo italiani, come fotografo in ambito etnografico per aver accompagnato Ernesto de Martino, nella sua spedizione in Lucania nel 1952. Egli ha continuato, tuttavia, a praticare la fotografia per molti anni producendo un numero cospicuo di immagini. La sua cultura fotografica è maturata a stretto contatto con il Neorealismo italiano e con il realismo americano (ebbe modo di conoscere Paul Strand nel corso della realizzazione del celebre volume fotografico Un Paese). Arturo Zavattini ha saputo legare aspetti della cinematografia e della fotografia, con curiosità, arguzia, spirito critico.

Zavattini, preziosa memoria dell'epoca, ha lavorato, negli ultimi anni, a reperire immagini e a mettere ordine nel suo archivio in modo che si può ora realizzare una mostra completa su di lui, che copre un decennio (1950-1960), di grandissimo interesse per la storia dell'immagine e per quella del nostro Paese.

LA MOSTRA
Nell'esposizione un nucleo omogeneo è costituito dalle immagini realizzate a Tricarico nel giugno del 1952 nell'ambito della famosa spedizione etnografica in Lucania di Ernesto De Martino e qui concesse dal Centro di Documentazione Rocco Scotellaro. Vi sono poi immagini realizzate a Roma, a Napoli e in altre città e contrade italiane, che documentano la vita sociale in strada, e in particolare la condizione dei bambini del popolo. Zavattini, effettua nel 1956 un reportage a Bangkok, a Phetchaburi e nel nord della Thailandia, che qui è esposto per la prima volta: sono immagini scattate a latere delle riprese del film La diga sul Pacifico di René Clément, tratto dall'omonimo romanzo di Marguerite Duras: rare immagini di quei luoghi in quell'epoca.
Sono invece del 1960 le immagini realizzate a Cuba che includono un inedito Ernesto "Che" Guevara, incontrato casualmente subito dopo la rivoluzione, in occasione delle riprese del film del regista Tomás Gutierréz Alea, Historias de la revolución, alle quali Zavattini collaborò in veste di operatore nell'ambito di un progetto italiano di sostegno alla nascente cinematografia cubana.
Suggestiva è la sezione dedicata al rapporto dell'autore con il set: fotografie di backstage con personaggi di grande popolarità come Federico Fellini, Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni e Sofia Loren colti nelle pause delle lavorazioni da uno sguardo curioso e confidenziale.
Tutte le fotografie in mostra sono stampate in grande formato su carta baritata: 20 stampate da Roberto Bossaglia, nell'inverno del 2003 (quelle relative alla Lucania) mentre tutte le altre sono state stampate in occasione di questa mostra da Claudio Bassi per il Laboratorio "Fotogramma 24", di Marco e Simona Bugionovi. La mostra è accompagnata da un catalogo con testi critici dei curatori Francesco Faeta e Giacomo Daniele Fragapane e di altri studiosi, edito da Contrasto.

BIOGRAFIA
Arturo Zavattini, figlio di Cesare, è nato a Luzzara nel 1930. Scopre la fotografia nel 1949, quando il padre gli regala la prima macchina fotografica: risalgono all'epoca le prime esperienze in camera oscura. Nel 1951, grazie a Vittorio De Sica che lo presenta ad Aldo Graziati, direttore della fotografia di Umberto D., inizia il suo lavoro nel cinema. Operatore e direttore della fotografia di molti film italiani e stranieri ha esordito come fotografo accompagnando Ernesto de Martino nella sua prima spedizione etnografica in Lucania, nel giugno 1952. Nel 1982 firma la fotografia di La veritàaaa, unico film scritto, interpretato e diretto da suo padre. Si dedicherà poi interamente alla cura dell'Archivio Cesare Zavattini, che guida tuttora.

SCHEDA DELLA MOSTRA
AZ - Arturo Zavattini fotografo Viaggi e cinema, 1950-1960
Una mostra ideata e curata da Francesco Faeta e Giacomo Daniele Fragapane, realizzata dall'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia/Museo Nazionale Arti e Tradizioni Popolari - MiBACT, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in collaborazione con l'Università degli Studi di Messina (Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne), l'Archivio Cesare Zavattini, Roma, con il patrocinio delle associazioni AISEA (Associazione Italiana di Scienze Etno-Antropologiche), ANUAC (Associazione Nazionale Universitaria degli Antropologi Culturali), SIMBDEA (Società Italiana per la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici), SISF (Società Italiana di Studi sulla Fotografia).
La mostra è patrocinata dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

CATALOGO
Catalogo edito e distribuito da Contrasto, a cura di Francesco Faeta e Giacomo Daniele Fragapane, con contributi di Pietro Clemente, Emilia De Simoni e Maura Picciau e un testo di Claudio Piersanti. Il Catalogo è in vendita anche presso il Museo.

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AZ - Arturo Zavattini fotografo. Viaggi e cinema, 1950 - 1960
5 dicembre 2015 - 29 maggio 2016

Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
Museo Nazionale Arti e Tradizioni Popolari
Direttore ad interim: Agostino Bureca

Ideazione e cura: Francesco Faeta e Giacomo Daniele Fragapane
Commissari scientifici: Emilia De Simoni, Maura Picciau
Segreteria organizzativa: Laura Ciliberti, Marina Innocenzi, Claudia Graziosi
Ufficio amministrativo: Raffaella Bagnoli, Maurizio Di Gregorio
Progettazione allestimento e grafica: Giuliana Barilà, Anna Paola Bovet
Realizzazione allestimento e disegno luci: Stefano Sestili, All.com srl
Allestimenti fotografici: Art'è snc
Ufficio stampa e comunicazione: Francesco Aquilanti, con Francesca Montuori e Sara Visco
Stampe fotografiche: Laboratorio "Fotogramma 24" di Marco e Simona Bugionovi
Stampe fotografiche del Centro di documentazione Rocco Scotellaro: Roberto Bossaglia
Catalogo: Contrasto
Assicurazione: Società Cattolica di Assicurazione
Coordinamento vigilanza: Antonio Fiorillo

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Sinossi

Questa mostra presenta 178 fotografie in bianco e nero di Arturo Zavattini riguardanti un arco temporale che va dal 1950 al 1960. Costituiscono, nell'insieme, un'ampia selezione di quanto presente nell'archivio del fotografo, regesto significativo della sua produzione che comunica all'osservatore, con immediatezza e chiarezza, le idee della fotografia e della realtà che egli custodì, e la sua postura intellettuale, in anni di intensa e complessa vicenda culturale italiana.

Benché le immagini iniziali di Zavattini, nate nello straordinario crogiolo di presenze e idee che gravitava attorno a suo padre Cesare, nella casa (laboratorio e studio) di Via Santa Angela Merici, in Roma, possono essere datate al 1950, è con la partecipazione alla inaugurale spedizione scientifica effettuata da Ernesto de Martino a Tricarico, in Lucania, nel giugno del 1952, che abbiamo una prima serie sistematica di fotografie, utili nel documentare il Mezzogiorno italiano in quegli anni e indispensabili nel ricostruire la vicenda dell'etnografia visiva del grande antropologo.

Da quel momento, la macchina fotografica segue costantemente Zavattini, compagna di viaggio e taccuino di appunti, sia nei suoi spostamenti personali, sia nei momenti di riposo o di pausa durante le riprese dei film, con attenzione particolare per la realtà etnografica, prima ispiratrice delle sue immagini, e per la realtà sociale, quale veniva riverberata nel complesso movimento di cultura politica, letteraria, artistica e visiva noto come Neorealismo. Zavattini, però, mantiene una cifra intellettuale e figurativa meno pesante, ideologica e gridata, rispetto al grande movimento coevo e la sua produzione sembra inscriversi dentro le linee di un più pacato realismo etnografico, distinto da grande attenzione alla vicenda umana (in particolare a quei "bambini [che] ci guardano", scaturiti dalla fantasia del padre sceneggiatore e di Vittorio De Sica), da una più libera costruzione figurativa, da un'attitudine a vedere la strada e la sua vicenda, in modo assieme sicuro e leggero.

Una selezione indicativa del lavoro complessivo realizzato da Zavattini con de Martino, già visto in altre occasioni espositive e oggetto di attenzione critica da parte degli studi di settore, costituisce la prima sezione di questa mostra e appare nella prima sala, con il titolo Viaggio in Lucania. Nella seconda sala, invece, sono esposte le altre quattro sezioni che comprendono fotografie eseguite nel decennio preso in considerazione, tutte inedite (salvo sporadiche apparizioni sulla stampa quotidiana e periodica).

La seconda sezione, dunque, dal titolo Viaggi in Italia, è organizzata come un ideale itinerario dal nord al sud, con alcuni scivolamenti offerti da associazioni di senso logico o di carattere formale, e pone assieme immagini scattate durante tutto il decennio, in tempi diversi. Centrali appaiono le osservazioni relative a Roma e Napoli, ma sono numerose le città e contrade italiane che vengono fotografate con un occhio attento, consapevole, socialmente impegnato; ne scaturisce un ritratto complessivo del Paese, di rilevante pregnanza culturale e visiva.

La terza sezione, dal titolo Viaggio in Thailandia, comprende le immagini riprese da Zavattini a Bangkok e nella provincia di Phetchaburi, all'estremità nord della penisola malese, in particolare lungo l'omonimo fiume e i suoi canali, nel 1956, nei ritagli di tempo lasciati dalle riprese del film La diga sul Pacifico di René Clément, tratto dal romanzo di Marguerite Duras, uscito nel 1957. Film girato con un largo coinvolgimento della produzione italiana (De Laurentis, Cinecittà) e con l'impiego di operatori e fotografi italiani (Otello Martelli, Goffredo Bellisario, oltre lo stesso Zavattini, che partecipò come assistente operatore). Le fotografie documentano aspetti contrastanti della vita del Paese, con una doppia focalizzazione sulla dimensione urbana della già degradata e difficile capitale, con ampi riferimenti alla commistione tra tradizione e mutamento e tra cultura thai e culture cinesi, e sulla dimensione rurale delle campagne e dei villaggi posti a sud-ovest di Bangkok. Si tratta di immagini rare, di particolare acutezza antropologica, che si pongono tra le prime realizzate da un Italiano nel Paese dell'estremo Oriente, durante l'immediata transizione post-coloniale che attraversava l'intera area indocinese.

La quarta sezione, dal titolo Viaggio a Cuba, mostra le immagini fatte nel 1960 nell'isola, poco dopo la rivoluzione castrista, a margine delle riprese del film Historias de la revolución di Tomás Gutierréz Alea, cui gli Italiani, e in particolare Martelli (direttore della fotografia di due dei tre episodi di cui il film si componeva) e Zavattini (operatore alla macchina negli stessi episodi), partecipavano a sostegno della nascente cinematografia, priva di mezzi e di esperienze. Sono realizzate soprattutto a La Habana e sul set del film, posto in una località impervia della Sierra Maestra. In quell'occasione lì giunse, in visita cordiale, Ernesto "Che" Guevara, che allora ricopriva importanti incarichi nell'attività di governo politico e sociale di Cuba e si apprestava a divenirne Ministro dell'Industria e dell'Economia. Il suo sopralluogo è documentato nelle immagini, coeve rispetto a quelle più conosciute di Alberto Díaz Gutiérrez, noto come Alberto Korda, e non meno efficaci di quelle, comprese nella sezione seguente, che chiudono la mostra (l'ultima di tali immagini, di Martelli, ritrae proprio Guevara e Zavattini che discutono assieme di macchine fotografiche).

La quinta sezione, dal titolo Backstage, raccoglie le immagini create in tempi diversi lungo l'arco del decennio, in alcuni dei set cui Zavattini partecipò, a volte a lato e a margine dell'intensa attività culturale paterna, da quello di Paul Strand a Luzara, in Emilia, per la realizzazione della nota inchiesta che trovò esito editoriale nel libro Un paese, a quello di Federico Fellini per La dolce vita, a Bassano di Sutri, nel Lazio, a quello, appunto, di Historias de la revolución, sulla Sierra cubana. Molte di queste fotografie raffigurano, con ironia e divertita partecipazione, personaggi quali Fellini, Marcello Mastroianni, Sofia Loren, colti per lo più nei momenti di pausa durante le riprese cinematografiche o fotografiche, ma tutte, nel loro complesso, documentano comunque un contesto culturale irripetibile, una funzione e un ruolo della cultura italiana attenuato negli anni seguenti.

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Orario ICDe
Dal lunedi al venerdi
9.00-17.00
Metro Linea B (EUR Fermi) Bus 30 Express, 170, 671, 703, 707, 714, 762, 765, 791
Servizio VI
Tutela del patrimonio
DEA e immateriale

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