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Greci di Puglia e Calabria

20 NOVEMBRE 2015

In Italia sono riconosciute dodici Minoranze Linguistiche Storiche, ovvero culture di lingua non italiana, che, nel corso della storia, si sono variamente insediate e integrate sul territorio nazionale, fino a diventare una parte essenziale della nostra complessiva identità di italiani.

Il progetto Gli Italiani dell'Altrove vuole contribuire a mettere in luce la realtà storica e contemporanea delle Minoranze Linguistiche d'Italia, con il loro patrimonio culturale immateriale. In particolare s'intende richiamare l'esperienza storica condivisa di accoglienza e integrazione, ma anche di conservazione dell'identità, senza dimenticare l'attualità del tema dell'immigrazione nel nostro Paese.

Molte di queste Minoranze intrattengono ancora oggi legami fortissimi con i loro luoghi di origine, a partire dalla lingua vi è una significativa continuità storica di riferimenti culturali, in qualche caso agevolati anche dalla vicinanza geografica.

Si è iniziato con gli Arbëreshë, gli italo-albanesi, in considerazione del fatto che nel 2012 si è celebrato anche da parte italiana il centenario dell'indipendenza albanese, si è continuato nel 2013 con i Croati del Molise, salutando l'ingresso della Croazia in EU, poi gli Occitani; si è proseguito nel 2015 con gli Sloveni, i Friulani e ora si propongono i Greci di Puglia e Calabria.

La prospettiva adottata considera gli aspetti storici ed etnoantropologici del patrimonio culturale immateriale delle Minoranze Linguistiche, in un'ottica centrata sulla contemporaneità. Tra l'altro è tuttora in corso la discussione politica sugli strumenti legislativi che possano garantire la tutela e il riconoscimento di tali Minoranze.

Il progetto, sviluppato in collaborazione con Angelo Boscarino ed Elena Federica Marini della Present S.p.A., testimonia la particolare attenzione che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo attraverso le sue strutture specialistiche, l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, dedica alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. La missione dell'Istituto è infatti finalizzata alla valorizzazione di tale patrimonio, alla promozione di iniziative volte a tutelare i settori legati all'identità collettiva dei vari gruppi sociali presenti sul territorio e le espressioni delle diversità culturali.

Interverranno: l'Ambasciata della Repubblica Ellenica (Grecia) in Italia – Ambasciatore Themistoklis Demiris, il Segretario Generale MiBACT Antonia Pasqua Recchia, la direttrice dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, Maura Picciau.

In programma: testimonianze etnografiche e racconti nel pomeriggio, una degustazione-aperitivo dei sapori tipici e una prima serata di performances musicali in lingua greco-calabra e grika rispettivamente della cantastorie calabrese Francesca Prestia e del musicista Rocco De Santis.

tuttimedi

GLI ITALIANI DELL'ALTROVE - GRECI DI PUGLIA E CALABRIA

Roma 20 novembre 2015
Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Sala Convegni "Diego Carpitella"

h.16.00

INTRODUZIONE a cura di Angelo Boscarino, Present S.p.A.

SALUTO ISTITUZIONALE

MiBACT, Segretariato Generale, Antonia Pasqua Recchia, Segretario Generale

IDEA Istituto Centrale per la Demetnoantropologia, Maura Picciau, Direttrice

MAT Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, Emilia De Simoni, Coordinatore Scientifico

Ambasciata di Grecia in Italia, Themistoklis Demiris, Ambasciatore

LUOGHI E IDENTITA'

Eugenio Imbriani (Università del Salento)

LINGUA E SCUOLA

Salvino Nucera (Comunità Greca calabrese)

Silvano Palamà (Comunità Greca pugliese)

h. 18.00

Patrimonio culturale Eno-gastronomico: sapori "greco-italici"

"MANGIARE I SIMBOLI"

Pasquale Faenza (Comunità Greca calabrese)
introduzione al Patrimonio culturale immateriale eno-gastronomico

COOPERATIVA SOCIALE "SATYROI"- Bova Marina (RC) Aperitivo italo-greco con prodotti selezionati, da agricoltura biologica

h.19.30-21.00

FESTA E MUSICA

Francesca Prestìa, cantastorie calabrese, performer in Greco-calabro

Rocco De Santis, musicista pugliese, performer in Griko pugliese

* * *

Coordinamento organizzativo: Emilia De Simoni
Coordinamento tecnico: Stefano Sestili
Comunicazione: Francesco Aquilanti

Segreteria web: Laura Ciliberti, Marina Innocenzi
Segreteria comunicazione: Francesca Montuori, Sara Visco
Supporto tecnico: Simonetta Rosati

Accoglienza e vigilanza: Antonio Fiorillo

* * *

Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Direttrice: Maura Picciau
Piazza Guglielmo Marconi 8 - 00144 Roma EUR
http://www.idea.mat.beniculturali.it/ Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel: (39) 06 5926148 - (39) 06 5910709 Fax: (39) 06 5911848
Trasporti: Metro B (EUR Fermi) - Autobus 30 Express, 170, 671, 703, 707, 714, 762, 765, 791

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2015 LUGLIO - L'Italia dalle molte voci

L'ITALIA DALLE MOLTE VOCI. Le comunità linguistiche nelle collezioni del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari

Dal 9 luglio al 15 novembre 2015, il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari presenta la mostra L'ITALIA DALLE MOLTE VOCI, un itinerario per oggetti e immagini tra le minoranze linguistiche, autoctone o insediate da secoli sul territorio nazionale.

L'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, rivolge una particolare attenzione alle espressioni delle diversità culturali del nostro Paese, e con il progetto ministeriale "Gli Italiani dell'Altrove" ha già promosso una serie di convegni sulle minoranze linguistiche (tra i quali gli Arbëreshe, i Croati del Molise, gli Occitani e recentemente Sloveni e Friulani) la cui tutela è regolamentata dalla legge 482 del 1999.

Con L'ITALIA DALLE MOLTE VOCI il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari intende oggi dunque contribuire alla conoscenza delle minoranze, mostrando dal vero costumi, oggetti e immagini delle proprie collezioni. L'intento è di illustrare un' interessante vicenda storica di migrazioni che fa riflettere, per analogia, sull'attualità. Ben dodici le comunità alloglotte del Paese, giunte per ragioni storico-politiche o di antico insediamento: tutto il territorio, isole comprese, ne ospita, con prevalenza al Sud. Le Alpi enumerano comunità di lingua occitana, franco provenzale, germanica; il Molise parla echi di slavo e albanese; la Calabria canta in greco e in arbëreshe.

Oggi tali diversità linguistiche sono condivise da un numero sempre minore di parlanti, ma nello stesso tempo sono oggetto di un rinnovato interesse, per la ricchezza culturale che rappresentano e in quanto strumento di valorizzazione delle identità locali.

Il patrimonio del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari sul tema è ampio e multiforme e spazia dalle fogge del vestire agli strumenti di lavoro e di vita quotidiana. L'archivio fotografico del Museo ha restituito inoltre una documentazione storica di grande suggestione che, nell'ambito della mostra, è proposta in un itinerario visivo.

Per la prima volta sarà possibile ritrovare, variamente rappresentate in un'unica area espositiva, testimonianze che provengono soprattutto da località di lingua albanese, croata, francoprovenzale, friulana, galloitalica, greca, occitana e walser.

In occasione dell'inaugurazione della mostra, alle ore 18.00 di giovedi 9 luglio 2015, concerto di Anna Maria Civico "Zemra ime / cuore mio", di tradizione arbëreshe con: Elena D'Ascenzo, Teresa Saraconi, Tiziana Bernini, Gabriella Meatta, Juana Angelone, Agnese Cascioli e MIchele Pica.

* * *

L'ITALIA DALLE MOLTE VOCI
Le comunità linguistiche nelle collezioni del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari

Mostra a cura di
Emilia De Simoni
Maura Picciau

Ricerche di archivio e storiche
Francesco Aquilanti, Marisa Iori, Luciana Mariotti

Ricerche inventario e depositi
Paolo Guarrera, Roberta Scoponi

Coordinamento tecnico e disegno luci
Stefano Sestili

Restauro e allestimento
Roberta Scoponi, Nicolò Giacalone, Franco Rossi Gandin
ALL.COM. srl
ART'è

Grafica
Giuliana Barilà, Anna Paola Bovet

Segreteria organizzativa
Laura Ciliberti, Marina Innocenzi, Claudia Graziosi

Segreteria comunicazione
Francesca Montuori, Sara Visco

Ufficio inventario
Anna Cologgi

Ufficio amministrativo
Raffaella Bagnoli, Maurizio Di Gregorio, Enrico Vergantini

Coordinamento vigilanza
Antonio Fiorillo

 

 

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L'Italia dalle molte voci

Dal 9 LUGLIO al 15 NOVEMBRE 2015

L'ITALIA DALLE MOLTE VOCI. Le comunità linguistiche nelle collezioni del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari

Inaugurazione: giovedi 9 luglio 2015 alle ore 18.00

Il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari presenta la mostra L'ITALIA DALLE MOLTE VOCI, un itinerario per oggetti e immagini tra le minoranze linguistiche, autoctone o insediate da secoli sul territorio nazionale.

L'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, rivolge una particolare attenzione alle espressioni delle diversità culturali del nostro Paese, e con il progetto ministeriale "Gli Italiani dell'Altrove" ha già promosso una serie di convegni sulle minoranze linguistiche (tra i quali gli Arbëreshe, i Croati del Molise, gli Occitani e recentemente Sloveni e Friulani) la cui tutela è regolamentata dalla legge 482 del 1999.

Con L'ITALIA DALLE MOLTE VOCI il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari intende dunque contribuire alla conoscenza delle minoranze, mostrando dal vero costumi, oggetti e immagini delle proprie collezioni. L'intento è di illustrare un'interessante vicenda storica di migrazioni che fa riflettere, per analogia, sull'attualità. Ben dodici le comunità alloglotte del Paese, giunte per ragioni storico-politiche o di antico insediamento: tutto il territorio, isole comprese, ne ospita, con prevalenza al Sud. Le Alpi enumerano comunità di lingua occitana, franco provenzale, germanica; il Molise parla echi di slavo e albanese; la Calabria canta in greco e in arbëreshe.

Oggi tali diversità linguistiche sono condivise da un numero sempre minore di parlanti, ma nello stesso tempo sono oggetto di un rinnovato interesse, per la ricchezza culturale che rappresentano e in quanto strumento di valorizzazione delle identità locali.

Il patrimonio del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari sul tema è ampio e multiforme e spazia dalle fogge del vestire agli strumenti di lavoro e di vita quotidiana. L'archivio fotografico del Museo ha restituito inoltre una documentazione storica di grande suggestione che, nell'ambito della mostra, è proposta in un itinerario visivo.

Per la prima volta sarà possibile ritrovare, variamente rappresentate in un'unica area espositiva, testimonianze che provengono soprattutto da località di lingua albanese, croata, francoprovenzale, friulana, galloitalica, greca, occitana e walser.

In occasione dell'inaugurazione della mostra, alle ore 18.00 di giovedi 9 luglio 2015, concerto di Anna Maria Civico "Zemra ime / cuore mio", di tradizione arbëreshe con: Elena D'Ascenzo, Teresa Saraconi, Tiziana Bernini, Gabriella Meatta, Juana Angelone, Agnese Cascioli e MIchele Pica.

* * *

L'ITALIA DALLE MOLTE VOCI
Le comunità linguistiche nelle collezioni del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari

Mostra a cura di
Emilia De Simoni
Maura Picciau

Ricerche di archivio e storiche
Francesco Aquilanti, Marisa Iori, Luciana Mariotti

Ricerche inventario e depositi
Paolo Guarrera, Roberta Scoponi

Coordinamento tecnico e disegno luci
Stefano Sestili

Restauro e allestimento
Roberta Scoponi, Nicolò Giacalone, Franco Rossi Gandin
ALL.COM. srl
ART'è

Grafica
Giuliana Barilà, Anna Paola Bovet

Segreteria organizzativa
Laura Ciliberti, Marina Innocenzi, Claudia Graziosi

Segreteria comunicazione
Francesca Montuori, Sara Visco

Ufficio inventario
Anna Cologgi

Ufficio amministrativo
Raffaella Bagnoli, Maurizio Di Gregorio, Enrico Vergantini

Coordinamento vigilanza
Antonio Fiorillo

(Le immagini della galleria fotografica sono di Damiano Tullio)

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Gli Italiani dell'Altrove: Friulani

19 MAGGIO 2015

In Italia sono riconosciute dodici Minoranze Linguistiche Storiche, ovvero culture di lingua non italiana, che, nel corso della storia, si sono variamente insediate e integrate sul territorio nazionale, fino a diventare una parte essenziale della nostra complessiva identità di italiani.

Il progetto Gli Italiani dell'Altrove vuole contribuire a mettere in luce la realtà storica e contemporanea delle Minoranze Linguistiche d'Italia, con il loro patrimonio culturale immateriale. In particolare s'intende richiamare l'esperienza storica condivisa di accoglienza e integrazione, ma anche di conservazione dell'identità, senza dimenticare l'attualità del tema dell'immigrazione nel nostro Paese.

Molte di queste Minoranze intrattengono ancora oggi legami fortissimi con i loro luoghi di origine, a partire dalla lingua vi è una significativa continuità storica di riferimenti culturali, in qualche caso agevolati anche dalla vicinanza geografica.

Il progetto è iniziato con gli Arbëreshe, gli Albanesi d'Italia, nel 2012 (centenario dell'indipendenza albanese), è proseguito nel 2013 con i Croati del Molise e gli Occitani. Nel maggio 2015 si propongono gli Sloveni e i Friulani.

La prospettiva adottata considera gli aspetti storici ed etnoantropologici del patrimonio culturale immateriale delle Minoranze Linguistiche, in un'ottica centrata sulla contemporaneità. Tra l'altro è tuttora in corso la discussione politica sugli strumenti legislativi che possano garantire la tutela e il riconoscimento di tali Minoranze.

Il progetto testimonia la particolare attenzione che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo attraverso le sue strutture specialistiche, l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, dedica alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. La missione dell'Istituto è infatti finalizzata alla valorizzazione di tale patrimonio, alla promozione di iniziative volte a tutelare i settori legati all'identità collettiva dei vari gruppi sociali presenti sul territorio e le espressioni delle diversità culturali.

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GLI ITALIANI DELL'ALTROVE - FRIULANI

Roma 19 maggio 2015
Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Sala Convegni "Diego Carpitella"

ore 10.30

Introduzione
Angelo Boscarino, Present S.p.A

Saluto istituzionale
Antonia Pasqua Recchia, Segretario Generale MiBACT
Maura Picciau, Direttrice IDEA-MAT
Lorenzo Fabbro, Presidente ARLeF

ore 11.00

LA LINGUA FRIULANA FRA QUI E ALTROVE
Tavola rotonda

Coordina Domenico Morelli, presidente CONFEMILI

LA LINGUA FRIULANA NELLA SOCIETÀ CHE CAMBIA
Bruno Tellia, docente di Sociologia dell'Università degli studi di Udine

L'ESPERIENZA DI RADIO ONDE FURLANE
Paolo Cantarutti, presidente di Informazione Friulana, la cooperativa che gestisce l'emittente.

LA RAI PER LA LINGUA FRIULANA
Cristiano Degano, capostruttura RAI FVG e curatore programmi in friulano

LE ATTIVITÀ DI PROMOZIONE DELLA LINGUA FRIULANA
William Cisilino, Direttore ARLeF

ore 12.30

TESTIMONIANZE

Pietro Villotta, Vice Presidente Vicario ENTE FRIULI NEL MONDO

Francesco Pittoni, Presidente FOGOLÂR FURLAN DI ROMA

Flavio Parisi, Presidente FOGOLÂR FURLAN DI TOKYO
(in collegamento via Skype)

ore 13.00

CUCINA E TRADIZIONE

raccontata da Adriano Del Fabro, giornalista e scrittore
e con i sapori tipici a cura della Casa della Contadinanza – Gastronomica Friulana di Udine

ore 14.30

LETTERATURA: IL PASOLINI FRIULANO

Coordina RINO CAPUTO, Ordinario di Letteratura Italiana all'Università di Tor Vergata

LA LINEA PASCOLI PASOLINI
Giampaolo Borghello, Ordinario di Letteratura Italiana, Università degli Studi di Udine

LA TEORIA DELLA LINGUA IN PIER PAOLO PASOLINI
Angela Felice, Direttore Centro Studi Pierpaolo Pasolini di Casarsa della Delizia (PN)

LE ITALIE DI PASOLINI: DAL CANZONIERE AL MUSEO
Emilia De Simoni, Vicedirettrice del MAT

PIER PAOLO PASOLINI letto da FABIANO FANTINI, fondatore della compagnia del Teatro Incerto,
Poesie e brani in friulano (con traduzione)

ore 16.30

MUSICA, tra tradizione e continuità
LORIS VESCOVO vincitore della Targa Tenco come miglior disco in "dialetto" nel 2014 - chitarra e voce

 

* * *

Coordinamento organizzativo: Emilia De Simoni
Coordinamento tecnico: Stefano Sestili
Comunicazione: Francesco Aquilanti

Segreteria web: Laura Ciliberti, Marina Innocenzi
Segreteria comunicazione: Francesca Montuori, Sara Visco
Supporto tecnico: Simonetta Rosati

Accoglienza e vigilanza: Antonio Fiorillo

* * *

Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Direttrice: Maura Picciau
Piazza Guglielmo Marconi 8 - 00144 Roma EUR
http://www.idea.mat.beniculturali.it/   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel: (39) 06 5926148 - (39) 06 5910709 Fax: (39) 06 5911848
Trasporti: Metro B (EUR Fermi) - Autobus 30 Express, 170, 671, 703, 707, 714, 762, 765, 791

 

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Gli Italiani dell'Altrove: Sloveni

18 MAGGIO 2015

In Italia sono riconosciute dodici Minoranze Linguistiche Storiche, ovvero culture di lingua non italiana, che, nel corso della storia, si sono variamente insediate e integrate sul territorio nazionale, fino a diventare una parte essenziale della nostra complessiva identità di italiani.

Il progetto Gli Italiani dell'Altrove vuole contribuire a mettere in luce la realtà storica e contemporanea delle Minoranze Linguistiche d'Italia, con il loro patrimonio culturale immateriale. In particolare s'intende richiamare l'esperienza storica condivisa di accoglienza e integrazione, ma anche di conservazione dell'identità, senza dimenticare l'attualità del tema dell'immigrazione nel nostro Paese.

Molte di queste Minoranze intrattengono ancora oggi legami fortissimi con i loro luoghi di origine, a partire dalla lingua vi è una significativa continuità storica di riferimenti culturali, in qualche caso agevolati anche dalla vicinanza geografica.

Il progetto è iniziato con gli Arbëreshe, gli Albanesi d'Italia, nel 2012 (centenario dell'indipendenza albanese), è proseguito nel 2013 con i Croati del Molise e gli Occitani. Nel maggio 2015 si propongono gli Sloveni e i Friulani.

La prospettiva adottata considera gli aspetti storici ed etnoantropologici del patrimonio culturale immateriale delle Minoranze Linguistiche, in un'ottica centrata sulla contemporaneità. Tra l'altro è tuttora in corso la discussione politica sugli strumenti legislativi che possano garantire la tutela e il riconoscimento di tali Minoranze.

Il progetto testimonia la particolare attenzione che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo attraverso le sue strutture specialistiche, l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, dedica alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. La missione dell'Istituto è infatti finalizzata alla valorizzazione di tale patrimonio, alla promozione di iniziative volte a tutelare i settori legati all'identità collettiva dei vari gruppi sociali presenti sul territorio e le espressioni delle diversità culturali.

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GLI ITALIANI DELL'ALTROVE - SLOVENI

Roma 18 maggio 2015
Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Sala Convegni "Diego Carpitella"

ore 10.30

Introduzione
Angelo Boscarino, Present S.p.A

Saluto istituzionale
Antonia Pasqua Recchia, Segretario Generale MiBACT
Maura Picciau, Direttrice IDEA-MAT

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Bruna Dorbolò, Istituto per la Cultura Slovena
Ambasciatore Iztok Mirošic, Ambasciata della Repubblica di Slovenia in Italia
On. Tamara Blažina, Deputato della Repubblica Italiana

ore 11.00

STORIA Sloveni in Italia, una comunità ponte
Giorgio Banchig, giornalista

LINGUA Una scuola per la convivenza
Živa Gruden, dirigente scolastica

CULTURA Il risveglio culturale condizione per lo sviluppo del territorio
Iole Namor, giornalista

ore 13.00

CUCINA E TRADIZIONE

Racconto e degustazione dei sapori tipici sloveni a cura dell'Istituto per la Cultura Slovena - Inštitut za slovensko kulturo di S. Pietro al Natisone – Špietar (UD)
con fisarmonica

ore 14.30

La musica e i balli della Val Resia
laboratorio di balli resiani con il Gruppo Folkloristico Val Resia

ore 15.30 coffee break

ore 16.00

Presentazione

SMO - MUSEO DI PAESAGGI E NARRAZIONI
Slovensko multimedialno okno – Finestra multimediale slovena Špiètar - San Pietro al Natisone (UD)

raccontato da Donatella Ruttar, ideatrice e progettista
attraverso:

La lingua nel tempo, una storia illustrata
Live painting di Cosimo Miorelli

La biblioteca parlante
Selezione di libri della letteratura di confine

Koderjana
un progetto editoriale e artistico

 

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Coordinamento organizzativo: Emilia De Simoni
Coordinamento tecnico: Stefano Sestili
Comunicazione: Francesco Aquilanti

Segreteria web: Laura Ciliberti, Marina Innocenzi
Segreteria comunicazione: Francesca Montuori, Sara Visco
Supporto tecnico: Simonetta Rosati

Accoglienza e vigilanza: Antonio Fiorillo

* * *

Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Direttrice: Maura Picciau
Piazza Guglielmo Marconi 8 - 00144 Roma EUR
http://www.idea.mat.beniculturali.it/ Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel: (39) 06 5926148 - (39) 06 5910709 Fax: (39) 06 5911848
Trasporti: Metro B (EUR Fermi) - Autobus 30 Express, 170, 671, 703, 707, 714, 762, 765, 791

 

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Gli Italiani dell’Altrove: gli Arbëreshë

Roma 6 dicembre 2012 - ore 10.00-18.30

PARTE I - ore 10.00-12.30

Introduzione
Present. Gli Italiani dell'Altrove: storia di un progetto
Arch. Antonia Pasqua Recchia, Segretario Generale del MiBAC
Dott.ssa Daniela Porro, Direttore dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
Dott.ssa Emilia De Simoni, Coordinatore Scientifico del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari

Coffee break 11.00-11.15

Finestra sul pomeriggio

Carmine Abate (vincitore del Premio Campiello 2012)
Da Hora alla Collina del vento e ritorno: la ricerca dell'identità di uno scrittore:

Luoghi e identità: la dialettica partire-restare
Prof. Vito Teti, Università della Calabria, Direttore del Dipartimento di Filologia

Buffet 12.30-14.00 - I sapori tipici della cucina Arbëreshe

Il cuoco Franco Nicoletti, ristorante Agorà di Civita (CS), racconta e propone i sapori tipici della cucina Arbëreshe

PARTE II - ore 14.00-18.30

Gli Arbëreshë - Tavola rotonda

Festa - Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, dott.ssa Luciana Mariotti, Etnoantropologa
Musica - dott.ssa Roberta Tucci, Etnoantropologa ed etnomusicologa
Lingua - Università della Calabria, prof. Francesco Altimari, Direttore del Dipartimento di Linguistica
Testimonianza - dott. Astrit Cani, Scrittore e traduttore albanese

Coffee break 16.00-16.15

Gli Arbëreshë - Il Racconto ore 16.30-18.00

Le stagioni di Hora (Mondadori 2012) di Carmine Abate
Reading letterario con musica arbëreshë
Letture di Carmine Abate, Musica e canti di Francesco Mazza
Dialogherà con l'autore il prof. Francesco Altimari

GLI OBIETTIVI

In Italia sono riconosciute dodici Minoranze Linguistiche Storiche, ovvero etnie di lingua non italiana, che, nel corso della storia si sono variamente stanziate e integrate sul territorio nazionale fino a diventare una parte essenziale della nostra complessiva identità di italiani.

Il progetto "Gli Italiani dell'Altrove" vuole contribuire a mettere in luce la realtà storica e contemporanea delle Minoranze Linguistiche Storiche d'Italia, con il loro peculiare patrimonio culturale immateriale. In particolare,s'intende richiamare l'esperienza storica condivisa di accoglienza e integrazione, ma anche di conservazione dell'identità di "altri" che vengono da "altrove", senza dimenticare l'attualità del tema dell'immigrazione del nostro Paese.

Present ha scelto di chiedere un contributo a studiosi e protagonisti di queste storie di accoglienza, e di proporre un'immagine viva delle Minoranze Linguistiche Storiche d'Italia dando spazio anche a reading letterari, musica, tradizione alimentare.

Si è deciso di iniziare con gli Arbëreshe, in considerazione del fatto che quest'anno si celebra il centenario dell'indipendenza albanese, festeggiamenti cui partecipa anche l'Italia.

LA PROSPETTIVA

La prospettiva adottata cerca di considerare gli aspetti storico-scientifici ed etno-antropologici del patrimonio culturale immateriale delle Minoranze Linguistiche Storiche, in un'ottica centrata sulla contemporaneità.

Il contesto istituzionale (il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni popolari e l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia) nel quale si propone il progetto testimonia l'attenzione che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso le sue strutture specialistiche, dedica alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale.

E' fra l'altro tuttora in corso la discussione politica su importanti scelte in materia di tutela e riconoscimento e sugli strumenti legislativi messi a disposizione delle Minoranze per continuare ad esistere con vigore e significatività.

Le storie di immigrazione e integrazione di cui le Minoranze Linguistiche Storiche in Italia sono testimonianza vivente, rappresentano una parte consolidata del loro patrimonio culturale immateriale e riguardano il tema attualissimo del rapporto fra diverse etnie e culture che, appartenendo ad un'unica nazione, cercano costantemente di trovare un equilibrio di convivenza.

Coordinamento organizzativo: Emilia De Simoni
Coordinamento tecnico: Stefano Sestili
Segreteria di comunicazione web: Laura Ciliberti, Francesca Montuori

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Gli Italiani dell’Altrove: i Croati del Molise

Roma 28 maggio 2013
Ore 10.30-17.00 - Sala dei Convegni

In Italia sono riconosciute dodici Minoranze Linguistiche Storiche, ovvero culture di lingua non italiana, che, nel corso della storia, si sono variamente insediate e integrate sul territorio nazionale, fino a diventare una parte essenziale della nostra complessiva identità di italiani.

Il progetto Gli Italiani dell'Altrove vuole contribuire a mettere in luce la realtà storica e contemporanea delle Minoranze Linguistiche d'Italia, con il loro patrimonio culturale immateriale. In particolare s'intende richiamare l'esperienza storica condivisa di accoglienza e integrazione, ma anche di conservazione dell'identità, senza dimenticare l'attualità del tema dell'immigrazione nel nostro Paese.

Molte di queste Minoranze intrattengono ancora oggi legami fortissimi con i loro luoghi di origine, a partire dalla lingua vi è una significativa continuità storica di riferimenti culturali, in qualche caso agevolati anche dalla vicinanza geografica.

Il progetto, iniziato con gli Arbëreshe - gli Albanesi d'Italia - nel 2012 (centenario dell'indipendenza albanese), prosegue nel 2013 con i Croati del Molise. La prospettiva adottata considera gli aspetti storici ed etnoantropologici del patrimonio culturale immateriale delle Minoranze Linguistiche, in un'ottica centrata sulla contemporaneità. Tra l'altro è tuttora in corso la discussione politica sugli strumenti legislativi che possano garantire la tutela e il riconoscimento di tali Minoranze.

Il progetto testimonia la particolare attenzione che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, attraverso le sue strutture specialistiche, l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, dedica alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. La missione dell'Istituto è infatti finalizzata alla valorizzazione di tale patrimonio, alla promozione di iniziative volte a tutelare i settori legati all'identità collettiva dei vari gruppi sociali presenti sul territorio e le espressioni delle diversità culturali.

PROGRAMMA

Ore 10.30 - 12.15
Introduzione
A cura di Present

Saluto istituzionale
Antonia Pasqua Recchia (Segretario generale MiBAC)
Maura Picciau (Direttrice IDEA/MAT)
Daniele Ferrara (Soprintendente beni storici artistici ed etnoantropologici del Molise)
Emilia De Simoni (Coordinatore scientifico MAT)
Damir Grubiša (Ambasciatore di Croazia in Italia)

La Lingua fra Qui - Altrove
Snježana Hefti, editrice croata in Italia
Silvio Ferrari, scrittore e traduttore italo-croato

BUFFET ore 12.30 -14.30
Buffet croato-molisano
Racconto e degustazione di sapori tipici
a cura delle Comunità croato-molisane e dell'Ambasciata di Croazia
Vino croato-molisano e croato

Ore 14.30 – 17.00
Letteratura
Damir Grubiša
(sulla letteratura croata)

Festa
La festa del Maja ad Acquaviva Collecroce - Kruc
Intervento e fotoracconto
a cura di Emilia De Simoni (MAT) e Giovanni Piccoli (Esperto)

Musica
Vincenzo Lombardi
(Direttore della Biblioteca Provinciale "Pasquale Albino" di Campobasso)
La musica croato-molisana fra tradizione e modernità:racconto e performance musicale

Con la collaborazione della Federazione della Comunità Croate in Italia

Convegno Croati del Molise
Coordinamento scientifico: Emilia De Simoni
Coordinamento tecnico-organizzativo: Stefano Sestili
Supporto tecnico: Simonetta Rosati
Segreteria di comunicazione web: Laura Ciliberti, Francesca Montuori

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Gli Italiani dell'Altrove: gli Occitani

GLI ITALIANI DELL'ALTROVE - Incontro con le Minoranze Linguistiche Storiche d'Italia

OCCITANI
Roma 14 Novembre 2013

Il progetto "Gli Italiani dell'Altrove" prende in esame gli aspetti storici ed etnoantropologici del patrimonio culturale immateriale delle Minoranze Linguistiche Storiche d'Italia, attraverso contributi di studiosi, testimonianze, reading letterari, musica e tradizioni alimentari, in un'ottica sempre centrata sulla contemporaneità.

Il progetto, iniziato con gli Arbëreshe nel 2012 (anno in cui anche in Italia si è celebrato il centenario dell'indipendenza albanese), è continuato con i Croati del Molise nel 2013 (ingresso della Croazia nell'Unione Europea) e prosegue in questa occasione con gli Occitani.

Il contesto istituzionale (l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari) nel quale il progetto si colloca, testimonia l'attenzione che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, attraverso le sue strutture specialistiche, dedica alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale del nostro Paese.

PROGRAMMA

Ore 10.00-12.30
Introduzione - A cura di Present
Saluti istituzionali
- Arch. Antonia P. Recchia (Segretario generale – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del  Turismo)
- Dott.ssa Maura Picciau (Direttrice dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia)
- Prof. Piercarlo Grimaldi (Rettore dell'Università di Scienze Gastronomiche)
- Dott.ssa Emilia De Simoni (Coordinatore scientifico del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari)
- Prof. Fabienne Rondelli (Attachée de coopération éducative, Institut Français d'Italie, Ambassade de France en Italie)

Festa
Piercarlo Grimaldi e Davide Porporato: "Uomini-Animali, il carnevale nella montagna occitana"
Antropologia visiva dei carnevali di: Acceglio, Champlas du Col del Sestriere, Bellino, Sampeyre, Lajetto di Condove, Mompantero e Valdieri.

Testimonianza
Giacomo Lombardo: "Occitano: patrimonio dell'umanità"

Ore 12.30-14.30
Buffet occitano: Racconto e degustazione di sapori tipici occitani a cura del rifugio Galabèrna (Ostana, CN)

Ore 14.30–17.30
Lingua e Letteratura fra Qui–Altrove
Diego Anghilante: "L'Opera Poetica Occitana di Antonio Bodrero"
Fausta Garavini: "Cultura e letteratura dell'Occitania francese"

Luoghi e identità
Tavola rotonda
- Lido Riba (presidente UNCEM Piemonte Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani)
- Carlo Pisano (presidente del consiglio di Guardia Piemontese, CS)
- Roberto Colombero (sindaco di Canosio, CN)

Musica
Sergio Berardo (LOU DALFIN): La musica occitana fra tradizione e modernità, racconto e performance

Racconto
Fredo Valla: Un racconto occitano, il film "Il vento fa il suo giro"

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Proiezione del film “Il vento fa il suo giro”

Sabato 16 novembre 2013, alle ore 17.00

Nell'ambito del progetto GLI ITALIANI DELL'ALTROVE: OCCITANI, proiezione del film

IL VENTO FA IL SUO GIRO

Nel contesto montano delle Alpi occitane italiane, Chersogno è un piccolo villaggio la cui sopravvivenza è legata ad alcune persone anziane ed a un fugace turismo estivo.
In questa piccola comunità arriva un pastore francese, accompagnato dalla sua giovane famiglia, le sue capre e la sua piccola attività da imprenditore formaggiaio. Ben accolto, se pur non a braccia aperte, il suo arrivo diventa la dimostrazione di una possibile rinascita del paese. Ma, un po' alla volta, le condizioni di vita divengono sempre più difficili, tra incomprensioni, rigidezze e un pizzico di invidia. Alcuni tra gli abitanti iniziano a sentire troppo ingombrante questa nuova presenza, ed una serie di vicissitudini portano il paese a dividersi in due.

Regia: Giorgio Diritti
Soggetto: Fredo Valla
Sceneggiatura: Giorgio Diritti, Fredo Valla
Direttore della fotografia: Roberto Cimatti (a.i.c.)
Montaggio: Edu Crespo, Giorgio Diritti
Musiche: Marco Biscarini, Daniele Furlati
Ufficio stampa: Michela Giorgini
Produzione: Aranciafilm, Imago Orbis Audiovisivi
Produttori: Simone Bachini, Mario Chemello, Giorgio Diritti
Produttori Associati: la troupe, gli attori principali, Limina srl, Roberto Passuti, l'Ecomuseo dell'Alta Valle Maira e gli abitanti della Valle Maira
Distribuzione: Aranciafilm
2005 - 110'

INGRESSO GRATUITO

Proiezione a cura di Emilia De Simoni e Stefano Sestili - Archivio di Antropologia Visiva dell'ICDE

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Documentazione: festa del Mája ad Acquaviva Collecroce

Nell'ambito del progetto sul patrimonio immateriale delle minoranze linguistiche ("Gli Italiani dell'Altrove"), il Museo ha effettuato il 30 aprile e il 1° maggio 2013, ad Acquaviva Collecroce, rilevamenti fotografici e filmici su alcuni aspetti della festa primaverile del Mája.

In Italia sono riconosciute dodici minoranze linguistiche storiche, che si sono variamente stanziate e integrate sul territorio nazionale fino a diventare una parte essenziale della nostra complessiva identità di italiani. Il progetto "Gli Italiani dell'Altrove" vuole contribuire a mettere in luce la realtà storica e contemporanea delle minoranze linguistiche, con il loro peculiare patrimonio culturale immateriale. In particolare s'intende richiamare l'esperienza storica condivisa di accoglienza e integrazione, ma anche di conservazione dell'identità di "altri" che vengono da "altrove", senza dimenticare l'attualità del tema dell'immigrazione del nostro Paese.
La ricerca è a cura di Emilia De Simoni (riprese fotografiche e video)

Il Mája di Acquaviva Collecroce

Acquaviva Collecroce (Campobasso) è un comune molisano popolato da un'ondata migratoria slava dalla prima metà del XVI secolo, come afferma Milan Rešetar: «Tutte le informazioni affidabili che possediamo sopra quegli slavi del Molise, di cui gli ultimi residui sono rimasti nelle tre note località, concordano infatti nell'affermazione che essi furono insediati nelle località in questione nel corso della prima metà del XVI secolo e parlano di loro proprio come di gente che era venuta dalla Dalmazia in Italia non molto tempo prima [...]».

In questo paese, di circa 740 abitanti, ha avuto luogo una importante attività di ricerca sulla lingua slavisana, secondo il neologismo proposto dagli autori del locale dizionario croato molisano. La valorizzazione della lingua, che prevede anche scambi culturali, specialmente in ambito scolastico, con la Croazia, si accompagna alla riattualizzazione delle tradizioni più caratteristiche del luogo.

Oltre la Smercka natalizia, la festa del primo maggio, ripresa dalla metà del 1980 , rappresenta un'occasione di condivisione collettiva di una tradizione particolarmente sentita. Il corteo del Mája rientra nelle feste primaverili propiziatorie , ma ha anche un intento di rafforzamento della fraternità tra la popolazione, che tuttora mantiene vivo il ricordo delle proprie origini. Come avviene nelle analoghe manifestazioni che hanno alla base la figura del pagliaio o pagliaro (l'ammasso di paglia innalzato in forma conica a protezione dalla pioggia), si riveste un telaio conico con elementi vegetali.

Rispetto alle altre composizioni, il Mája di Acquaviva Collecroce ha un aspetto antropomorfo, presenta infatti anche la testa e le braccia. Il risultato è davvero sorprendente e rievoca la fantasiosa complessità di certe immagini arcimboldesche, non tanto in senso grottesco quanto gioioso. La preparazione inizia il giorno precedente la festa, con la raccolta di fiori e primizie, che si protrae fin quando è possibile, per evitarne l'appassimento.

La struttura, alta più di tre metri, è composta da rami flessibili, canne e paglia e, diversamente da quelle di Fossalto e di Colle d'Anchise, non è ricoperta da una rete metallica. L'addobbo viene eseguito da un gruppo di giovani e da alcuni adulti: via via che il Mája prende forma, ognuno contribuisce al miglioramento della composizione con proposte e suggerimenti. Dinnazi al locale adibito per l'allestimento, sostano brevemente alcuni visitatori per seguire e commentare la preparazione.

La mattina del giorno successivo si compiono gli ultimi ritocchi, quando la figura è completata, nel rivestimento e nelle fattezze quasi umane, accentuate nei grandi occhi del volto, il Mája è pronto per essere animato. Questa personificazione presenta un aspetto piuttosto femminile: ha una corona sulla testa, una lunga capigliatura e la parte sottostante appare come un'ampia gonna. Nella rappresentazione osservata nel 2007, il Mája non porta sul capo una croce ma un ciuffo vistoso, a differenza delle analoghe figure di Fossalto (2005, 2006) e Colle d'Anchise (2007), dove addirittura il Pagliaro entra in chiesa.

Alberto M. Cirese, in base alle informazioni raccolte nel corso delle sue ricerche, che attestano la vitalità della festa fino al 1940 e la sua interruzione causata dalla guerra, cita la presenza di una croce di spighe di grano, posta sulla sommità del cono, la benedizione religiosa e la distruzione finale del Mája, presso i ruderi di una chiesa, eseguita da ragazzi.

Su un sito internet dedicato ad Acquaviva Collecroce, è documentata fotograficamente la festa, dal 2001 al 2007, e nel testo introduttivo si legge: "Come da un po' di anni a questa parte viene svolta il primo maggio una festa pagana tramandata dai nostri avi (per fortuna ripresa): si tratta della festa del Mája". Scorrendo le immagini si nota come il ciuffo sia diverso, di anno in anno, cosa che indica come le feste possano risultare diverse, di anno in anno, pur presentando tratti distintivi di base, tracce inevitabili sulle quali i protagonisti procedono con andamenti variabili.

Infine, così composta, la rigogliosa veste vegetale viene indossata da un giovane e ha inizio il corteo, dapprima verso la piazza Nicola Neri, poi lungo le vie del paese. Tra le danze di gruppi in costume provenienti anche da altre località del Molise, e al suono di strumenti tradizionali, lo spirito della vegetazione continua la sua processione, accompagnato dagli occhi discreti di donne che si affacciano dalla soglia delle case o dai balconi. È un giorno particolare, di festa e di memoria, e in tutti vi è un sentimento di seria partecipazione, specialmente nei bambini, impegnati a cantare con l'aiuto di testi scritti.

Questo testimonia l'importanza dell'apprendimento della tradizione nelle feste, non soltanto attraverso il coinvolgimento e l'osservazione, ma anche secondo modalità guidate da associazioni locali, culturali o scolastiche. Via via che il corteo si inoltra nel paese, le danze dei partecipanti e la distribuzione del cibo sciolgono la compostezza iniziale e portano a esprimersi più gioiosamente: giovani e anziani cantano e ballano in circolo attorno al Mája, che si muove con il suo gravoso carico floreale.

Testo: E. De Simoni

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Orario ICPI
Dal lunedi al venerdi
9.00-17.00
Metro Linea B (EUR Fermi) Bus 30 Express, 170, 671, 703, 707, 714, 762, 765, 791
Amministrazione
trasparente

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