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Sant'Antonio Abate a Macerata Campania

Battuglia di Pastellessa

15-16-17 GENNAIO

La festa

Sant'Antonio Abate (Sant'Antuono) a Macerata Campania viene celebrato, secondo la liturgia, il 17 gennaio, il 16 gennaio ha luogo la benedizione del fuoco e degli animali. I festeggiamenti iniziano nei giorni precedenti e sono caratterizzati dalla sfilata delle "Battuglie di Pastellessa" (il 15, il 16 e il 17 gennaio), ovvero dei "Carri di Sant'Antuono", sui cui trovano alloggio i cosiddetti "Bottari", i quali ripropongono l'antica sonorità maceratese dall'omonimo nome la "Pastellessa" (o "Pastellesse"). 'A Past'e'llessa è la pasta con le castagne lesse che viene preparata in questa occasione.

La particolarità che accompagna i bottari è legata alla tipologia di strumenti utilizzati nella messa in opera dei brani musicali. Infatti, i classici strumenti sono sostituiti con botti, tini e falci, che sotto una nuova veste di natura musicale creano quel particolare suono chiamato pastellessa. Per la sfilata vengono allestiti oltre 15 carri (17 nel 2011), ovvero le "Battuglie di Pastellessa", di una lunghezza media di 16 metri e larghezza e altezza di 3.50 metri, su cui trovano alloggio dai 40 ai 50 bottari. Nel corso della sfilata gli oltre 800 bottari partecipanti ripropongono i particolari modelli ritmici della pastellessa, accompagnati dai canti tipici di Terra di Lavoro.

La preparazione dei carri, come quella dei canti da intonare nel corso della festa dura circa 2 mesi, partendo dal mese di novembre antecedente l'evento. Oltre agli 800 bottari presenti sui carri vi è il coinvolgimento di circa 200 persone dedite alla preparazione e al coordinamento delle attività, che prevedono anche la riffa, giochi tradizionali (corsa della botte, tiro della fune, palo di sapone) e fuochi pirotecnici "figurati".

I fuochi pirotecnici "figurati" comprendono la presenza di un'immagine femminile (la signora), di un animale domestico (il porco), di un animale da tiro (il ciuccio) e di un attrezzo da lavoro (la scala). I fuochi vengono fatti esplodere a mezzogiorno del 17 gennaio, nella piazza principale di Macerata Campania. I festeggiamenti si chiudono con la vendita all'asta di tutti i beni in natura raccolti durante la processione del Santo, oppure offerti in precedenza dai fedeli.

La festa è organizzata dalla locale Associazione "Sant'Antuono & le Battuglie di Pastellessa".

Origini della Pastellessa

Comunemente si fa risalire la festa di Sant'Antuono a Macerata Campania al XIII secolo. In quel tempo il paese si presentava come una comunità prevalentemente agricola e artigianale, dove il lavoro dei campi richiedeva l'uso di una ricca gamma di attrezzi e strumenti che venivano fabbricati dagli artigiani locali. Costoro, durante le tradizionali fiere agricole, per evidenziare la solidità degli attrezzi da un lato e per attirare l'attenzione dei passanti dall'altro, percuotevano con magli le botti, con mazze i tini e con ferri le falci, creando una commistione di suoni che scoordinati e asincroni apparivano persino assordanti, ma che con i voluti o forse fortuiti miglioramenti ritmici, portarono alla creazione di quelle peculiarità sonore che ancora oggi caratterizzano la Pastellessa.

Si ipotizza che la Pastellessa sia nata come rituale per "scacciare il male": si racconta di contadini che percuotevano freneticamente botti, tini e falci nel tentativo di scacciare gli spiriti maligni dagli angoli bui delle loro cantine, rituale che, ripetuto all'aperto, rappresentava un aiuto propiziatorio per il buon raccolto. La tradizione sarebbe confluita nella festa religiosa in onore di Sant'Antonio Abate, patrono degli animali e protettore dalle avversità del fuoco.

Ritroviamo delle tracce documentate nel catasto onciario di Macerata del 1754 dove accanto ai numerosi braccianti e «fatigatori della terra» vi era una larga schiera di galessieri, vaticali, ferrari, maniscalchi, bottari, manesi, tutti specializzati nella produzione di traini, botti, tini, falci e altri strumenti e arnesi che, combinati sui carri, segnano lo strumentario delle Battuglie di Pastellessa.

Nel 1766 il re del Regno delle Due Sicilie, Ferdinando IV, diede concessione al parroco locale don Gonsalvo Peccerillo di ossequiare una questua nella parrocchia al fine di celebrare la festa di Sant'Antonio Abate. Ancora i documenti offrono delle testimonianze su questa festa. In un bilancio predisposto dall'Università di Macerata per l'anno contabile 1791-1792 vi è stanziata la somma di 20 ducati necessari per le feste del Santo Protettore S. Martino e per la festività di «S. Antuono Abbate» segno delle lontani origini della festa.

Macerata Campania

Macerata Campania è un comune della provincia di Caserta, nella bassa valle del Volturno, a sud di quest'ultimo e a nord dei Regi Lagni, nella vasta pianura campana, chiusa a nord est dalla catena dei Monti Tifatini, nei pressi del Lagno Gorgone, del Lagno Vecchio e del Lagno di Sant'Andrea. Comprende le frazioni di Caturano e Casalba e confina con: Casagiove, Casapulla, Curti, Marcianise, Portico di Caserta, Recale e S. Maria Capua Vetere.

La sua storia è legata, per le origini, con quella della antica Capua, corrispondente all'attuale S. Maria Capua Vetere, essendo stato casale di quest'ultima per lunghissimi secoli, fino allo anno 841 d.C. (anno dell'invasione dei saraceni, che distrussero Capua antica). Di qui la storia di una popolazione che fu dominata da longobardi, normanni, svevi, angioini e aragonesi.

L'economia del comune si fonda essenzialmente sull'agricoltura (tabacco, ortofrutta, allevamenti bufalini), anche se nell'ultimo trentennio sono cresciute le attività secondarie a livello artigianale. Nel 2009 il numero dei residenti è arrivato a quota 10.843 abitanti.

Testo: V. Capuano. Adattamento a cura della Redazione

Video

Percorso fotografico. Macerata Campania, 16 gennaio 2011: festa di Sant'Antonio Abate, le Battuglie di Pastellessa. Riprese: Emilia De Simoni. Archivio Fotografico dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
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