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Acquapendente: Pugnaloni. Foto: P. Guarrera, 1984-1985, Archivio Fotografico dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia Acquapendente: Pugnaloni. Foto: P. Guarrera, 1984-1985, Archivio Fotografico dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia

Madonna del Fiore ad Acquapendente

Terza Domenica di Maggio

La Madonna del Fiore e i Pugnaloni

La festa della Madonna del Fiore, che si celebra ad Acquapendente (Viterbo) la terza domenica del mese di maggio, si fa risalire a una rivolta popolare, che nel 1166 portò alla cacciata di Federico Barbarossa dalla cittadina. Secondo la tradizione il segnale dell'insurrezione sarebbe stato rappresentato da un ciliegio fiorito miracolosamente, soggetto che nei pugnaloni ricorre frequentemente.

I pugnaloni sono grandi pannelli di legno di metri 3,60 x 2,60, sui quali sono incollati petali di fiori, foglie fresche o secche, e altri materiali vegetali, per formare disegni ispirati al miracolo e al tema della libertà dall' oppressione, visto in chiave religiosa e sociale. Il termine "pugnalone" deriva dal pungolo (antico strumento formato da un lungo manico di legno e da una spatola, adoperato per incitare i buoi e pulire l'aratro) che i contadini di Acquapendente portavano in processione durante la festa della Madonna del Fiore. Nel corso dei secoli questi pungoli, ornati di fiori (come in altre feste della primavera e come può ancora oggi essere osservato nella vicina Allerona) si sono trasformati in mosaici floreali di varia forma. Verso la fine dell' '800 i pugnaloni erano ancora sistemati su di un palo e la parte ornamentale prevaleva su quella pittorica. Successivamente si è verificata invece un'inversione di tendenza.

Fino ad alcuni anni fa coesistevano, nella festa della Madonna del Fiore, i pugnaloni e un'infiorata lunga quasi 2 km, ricca di tappeti, interrotti ogni tanto dalla raffigurazione di un'immagine della Madonna. Attualmente vengono allestiti con materiali vegetali soltanto i pugnaloni, esposti fino al 1997, la mattina della festività, sulla piazza antistante il duomo, e dal 1998 lungo le principali vie della cittadina, in numero di oltre una decina.

Nella preparazione dei pugnaloni i giovani di Acquapendente si dividono in gruppi, avvalendosi anche dell'aiuto di qualche esperto pittore. Un mese prima della manifestazione i pannelli di legno vengono raschiati dal materiale vegetale dell'anno precedente. Dopo aver trasferito il bozzetto sui pannelli di legno (con tecniche diverse), i ragazzi iniziano la ricerca delle specie vegetali in orti, giardini, prati e boschi. Nelle cantine dei gruppi i fiori sono applicati con colle particolari (colla dei "parquets", carbossimetilcellulosa ecc.). I petali e le foglie, spesso tagliuzzati, sono accostati a mosaico, oppure sovrapposti a "spina di pesce". In quest'ultimo caso si ottengono particolari effetti di plasticità. Per allestire i pugnaloni si utilizzano i petali fiorali multicolori di calendule, gerbère, anemoni, fiordalisi, ranuncoli, ginestre, palloni di maggio, glicini, rose; le foglie di edera, platano e leccio; e altri materiali vegetali (velo di cipolla, cartoccio della pannocchia del granturco, infiorescenze di castagno e nocciolo). La manifestazione si conclude con il trasporto, in processione, della statua della Madonna del Fiore, e infine, sulla piazza del municipio, un'apposita giuria assegna i premi di menzione ai quadri vegetali più interessanti.


Foto: P. Guarrera, 1984-1985
Archivio Fotografico dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia

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