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Dicembre

Dicembre

  • I Santi:
    San Damaso I Papa - 11 dicembre
    Divenuto papa nel 366 a seguito di burrascose elezioni che lo videro contrapposto al diacono Ursino, papa Damaso è ricordato per aver fortemente difeso l'ortodossia cattolica attraverso una serie di concili nei quali condannò le eresie che si stavano diffondendo nel mondo cristiano, e in particolare l'eresia ariana. Durante il Concilio di Antiochia del 378 stabilì infatti la legittimità di un vescovo solo se riconosciuto tale da quello di Roma, ovvero dal papa, e investitosi di questa autorità rimosse tutti i vescovi ariani. Fu in questa occasione che Sant'Ambrogio - allora vescovo di Milano - disse la celebre frase "Dove è Pietro, là è la Chiesa".
    Damaso è ricordato anche per essere stato il primo papa ad assumere il titolo di Pontefice massimo, prerogativa fino ad allora degli imperatori romani, e per aver affidato a San Girolamo la revisione della traduzione in latino della Sacra Scrittura, adottata poi come testo ufficiale della Chiesa. Nondimeno Damaso è considerato anche il primo papa mecenate della storia soprattutto per aver recuperato e valorizzato le Catacombe di Roma che, a seguito della libertà di culto sancita dall'editto di Costantino, erano andate in disuso. Non solo si preoccupò di farle restaurare ma laddove rinveniva le sepolture dei martiri, compose epigrammi in loro onore che il calligrafo Furio Dionisio Filocalo traspose in iscrizioni poi collocate sulle loro tombe.
  • Accadde:
    9 dicembre 1979 – L'Organizzazione Mondiale della Sanità
    Il vaiolo è una malattia infettiva che si trasmette per via aerea, altamente contagiosa e che nel '900 è stata causa della morte di centinaia di milioni di persone nel mondo. Il 9 dicembre del 1979 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ne dichiarò la scomparsa grazie al vaccino, che per la prima volta, fu applicato su scala mondiale. L'unico modo possibile per sconfiggere la malattia infatti era considerata la vaccinazione dell'intera popolazione mondiale: il Comitato di esperti sul vaiolo si basava sulle osservazioni compiute in India, dove una copertura vaccinale di circa l'80% della popolazione non era stata sufficiente a liberare il Paese dal vaiolo. Nel 1966 lo scoppio di un'epidemia in Nigeria segnò l'inizio di una nuova strategia per contrastarla, poiché anche se circa il 90% dei nigeriani risultava già vaccinato, il vaiolo si diffuse comunque, probabilmente da una tribù che si era rifiutata di immunizzarsi per motivi religiosi. Il programma messo a punto e lanciato il 1 gennaio 1967, era guidato da due metodi diversi e complementari: immunizzazione di massa e sistemi di sorveglianza epidemiologica capaci di rilevare immediatamente nuovi focolai. Questo protocollo permise di raggiungere ottimi risultati: l'ultimo caso conosciuto di vaiolo nel mondo è stato diagnosticato nel 1977 in Somalia e il 9 dicembre del 1979, l'OMS ne annunciò ufficialmente la scomparsa dal Pianeta.
  • Feste e sagre:
    San Silvestro a Sessa Aurunca - 31 dicembre
    L'ultimo giorno dell'anno è usanza a Sessa Aurunca intonare il canto del Buco-Buco, un canto tipico popolare bene augurante e secondo tradizione capace di scacciare il male: suoni gioiosi e melodie avvolgenti per salutare l'anno passato e accogliere quello nuovo. Al calar del sole i bucobuchisti in squadre, al calar del sole, vanno di casa in casa chiedendo di entrare per portare l'allegria del loro canto, raccontando le dure avversità della vita e il faticoso viaggio di Maria e Giuseppe fino a Betlemme e la nascita del Salvatore. Il rituale sfocia in una manifestazione collettiva nel punto di maggiore slargo del comune di Sessa Aurunca, dove ad attendere le squadre di bucobuchisti vi è la stragrande maggioranza della comunità sessana. Le squadre in qualche modo competono tra loro e sfoggiano divise diverse di anno in anno per essere riconoscibili. Questa tradizione si conserva da tempo immemore: secondo gli studiosi il canto del Buco-Buco ha le stesse origini della "Strina", il canto di questua che accompagna la nascita del nuovo anno.
  • La ricetta:
    Struffoli napoletani
    Gli struffoli sono i dolci più tipici della tradizione Napoletana e rappresentano sicuramente una delle ricette più caratteristiche del periodo Natalizio.
    Ingredienti: 1000 gr. di farina, 10 uova, 4 cucchiai di zucchero, 50 gr. di burro, 2 bustine di vanillina pari a circa 1 gr., la buccia grattugiata di 1 limone e di 1 arancia, sale q.b.. strega e grappa q.b., circa 400 gr. di miele (millefiori o acacia per una maggiore delicatezza), confettini colorati q.b.
    Preparazione: Impastare sul tavolo di lavoro scelto la farina disposta a fontana (a forma di "cratere") con gli altri ingredienti previsti, aggiungere i "liquori" (un blend di Strega e Grappa) e grattugiare la buccia degli agrumi (limone ed arancia). Lavorare bene l'impasto che dovrà risultare compatto e ben amalgamato; la prova di una corretta esecuzione è data, all'apertura della pasta, dalla formazione di alcune occhiature, regolari e di dimensione media e grande; «vedi, la pasta deve diventare così!» le parole della "cuoca". Coprire l'impasto con un panno pulito e lasciarlo riposare per circa un'ora; una giusta sosta, infatti, non farà poi formare troppa schiuma durante la frittura delle "palline di pasta". Dividere l'impasto in piccole porzioni e, sul tavolo infarinato, con le palme delle mani "strofinare" ed allungare la pasta fino a formare dei bastoncini cilindrici da spezzare, con l'aiuto di un coltello a lama non seghettata, in piccoli pezzetti di circa un centimetro ciascuno; questa operazione determinerà la grandezza finale degli struffoli; considerare che nell'olio subiranno un discreto incremento di volume. Facendo attenzione a non farli "incollare" l'uno con l'altro, friggere gli struffoli, pochi per volta, in una buona dose di olio extra vergine di oliva ben caldo finché non diventeranno dorati. Nella fase di scolatura far assorbire bene l'olio facendoli sostare sula carta assorbente.
  • Il proverbio:
    Dicembre imbacuccato grano assicurato
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