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Gennaio

Gennaio

  • I Santi:
    San Sebastiano 20 gennaio
    Sebastiano era un comandante della Guardia pretoriana, proveniente dalla Narbona e vissuto nel III secolo a Roma sotto Diocleziano, l'imperatore noto per le sue persecuzioni contro i Cristiani. Sebastiano, che aveva tenuto nascosta la sua fede, una volta confessata la sua professione fu condannato dall'imperatore ad essere ucciso trafitto dalle frecce dei suoi stessi commilitoni. Miracolosamente sopravvisse e una volta guarito proclamò nuovamente la sua fede davanti a Diocleziano che questa volta lo fece flagellare a morte facendone gettare il corpo in una cloaca. Il martire apparve in sogno alla matrona Lucina, indicandole il luogo dove si trovava il suo cadavere e ordinandole di seppellirlo nel cimitero "ad Catacumbas" sulla via Appia, oggi noto come Catacombe di San Sebastiano. E' il principale santo protettore invocato contro la peste in virtù delle ferite causate dalle frecce tradizionalmente associate ai bubboni della peste. Poiché Sebastiano si salvò dal questo primo martirio, veniva invocato durante le epidemie già nel VII secolo, quando si attribuì alla sua intercessione la fine di una grave pestilenza a Roma.
  • Accadde:
    Sbarco di Anzio, 22 gennaio 1944
    Il 22 gennaio 1944, nel corso della seconda guerra mondiale, gli eserciti alleati di Stati Uniti e Regno Unito iniziarono uno sbarco, completato il 31 dello stesso mese, su un tratto di fascia costiera laziale. Il maggiore afflusso di soldati e mezzi da combattimento si concentrò sulla città di Anzio, che di conseguenza fu il centro abitato che riportò i maggiori danni negli scontri a fuoco con gli eserciti dell'Asse. Lo scopo dell'operazione, chiamata "Operazione Shingle", era quello di sfondare la cosiddetta Linea Gustav, che divideva in due l'Italia. Le truppe tedesche, inizialmente prese alla sprovvista, riuscirono a riorganizzarsi e ad opporre una tenace resistenza all'avanzata alleata. Pertanto l'operazione, nel corso della quale gli aerei alleati bombardarono la celebre abbazia di Montecassino, credendo che all'interno si rifugiassero soldati tedeschi, richiese molto più tempo del previsto.
  • Feste e sagre:

    La focara di Novoli (Lecce)
    La festa che i novolesi tributano al loro santo protettore inizia il 7 gennaio, con il Novenario, per terminare il 18 gennaio, con una festa in cui sono coinvolti tutti i cittadini e che affonda le proprie radici nell'antica venerazione dei novolesi per il "Santo del fuoco", il cui culto fu ufficializzato il 28 gennaio del 1664, quando il vescovo dell'epoca dichiarò S. Antonio Abate protettore di Novoli. La costruzione della focara inizia all'alba del 7 gennaio, anche se il "comitato" provvede all'organizzazione, alla raccolta e al trasporto dei fasci di vite già dall'inizio di dicembre. Il falò è formato da fascine di tralci di vite recuperati dalla rimonta dei vigneti, accatastate con tecniche tramandate gelosamente di generazione in generazione. In media per costruire un ; alla costruzione di una focara collaborano infatti 100 persone. L'accensione avviene attraverso una batteria, fiaccolata; una volta accesa, la focara, più grande falò del Mediterraneo, arde per tutta la notte tra le migliaia di persone che assistono allo splendido spettacolo delle "fasciddre", le caratteristiche faville che librano nell'aria creando una "pioggia di fuoco".

  • La ricetta:
    Baccalà alla vicentina
    Ingredienti. 1 Kg di stoccafisso secco, gr. 250/300 di cipolle, ½ litro di olio d'oliva extravergine, 3 sarde sotto sale, ½ litro di latte fresco, un po' di farina bianca, 50 g di formaggio grana grattugiato, un ciuffo di prezzemolo tritato, sale e pepe
    Preparazione. Ammollate lo stoccafisso in acqua fredda, cambiandola ogni 4 ore, per 2-3 giorni; aprite il pesce per lungo, togliete la lisca e tutte le spine e tagliatelo a pezzi. Affettate finemente le cipolle; rosolatele in un tegamino con un bicchiere d'olio, aggiungete le sarde sotto sale e tagliatele a pezzetti; per ultimo, a fuoco spento, unite il prezzemolo tritato. Infarinate i vari pezzi di stoccafisso, irrorati con il soffritto preparato, poi disponeteli uno accanto all'altro, in un tegame di cotto o alluminio oppure in una pirofila; ricoprite il pesce con il resto del soffritto, aggiungendo anche il latte, il grana grattugiato, il sale, il pepe. Unite l'olio fino a ricoprire tutti i pezzi, livellandoli. Cuocete a fuoco molto dolce per circa 4 ore e mezzo, muovendo ogni tanto il recipiente in senso rotatorio, senza mai mescolare. Questa fase di cottura, in termine "vicentino" si chiama "pipare". Il bacalà alla vicentina è ottimo anche dopo un riposo di 12/24 ore. Servite con polenta.
  • Il proverbio:
    Per San Bastiano, sali il monte e guarda il piano; se vedi molto, spera poco; se vedi poco, spera assai
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