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2009. Feste e riti d'Italia. Sud 1

FESTE E RITI D'ITALIA. SUD 1. Collana sui Beni Immateriali dell'Umanità. A cura di S. Massari. Roma. De Luca. 431p.

2009. Feste e riti d'ItaliaIl primo volume della collana sui beni immateriali dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia prende in esame le tradizioni festive di Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia e rappresenta una risposta alle innovazioni introdotte nel nostro ordinamento con la ratifica della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Lo studio costituisce un esempio di dialogo e scambio tra istituzioni centrali, enti locali, territorio e associazioni, finalizzato alla salvaguardia e valorizzazione sostenibile del patrimonio vivente. La pubblicazione, quindi, nasce da un incontro: quello tra l'istituzione che in Italia ha competenza sui beni demoetnoantropologici e le comunità lucane, calabresi, campane, molisane e pugliesi che custodiscono i beni viventi, che cercano di prendersene cura attraverso la ripetizione e la trasmissione e si oppongono alla mercificazione del loro patrimonio. Comunità nelle quali giovani e anziani si riconoscono nei beni viventi che essi stessi contribuiscono a salvaguardare e da cui traggono linfa per alimentare la propria identità e la propria capacità creativa culturale. Partire dalle feste di Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia non è stata una scelta casuale, bensì il riconoscimento del fatto che in queste regioni si sia conservato uno degli spazi culturali più importanti e ricchi del bacino del Mediterraneo. Un universo culturale rispetto al quale la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale fornisce nuovi criteri di analisi, un innovativo concetto di salvaguardia, che afferma la centralità delle comunità, dei gruppi e degli individui nei processi di tutela, e una nuova concezione di cultura secondo la quale ogni forma della genialità e creatività umana, prescindendo da qualsivoglia valore artistico o estetico, merita di essere salvaguardata ed assume una valenza almeno pari alle classiche espressioni abitualmente considerate "cultura" ed "arte". Altro risultato innovativo raggiunto attraverso questa pubblicazione è stato quello di restituire alle comunità di origine una parte del ricchissimo patrimonio documentale e fotografico custodito dall'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia presso il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma. Allo stesso modo si è valorizzato l'impegno e la passione di tanti studiosi locali che osservano, raccolgono materiali e scrivono di questo patrimonio, ma che sono in genere poco conosciuti al grande pubblico e agli esperti di questo settore. Allo studio hanno partecipato oltre 200 persone fra individui ed enti locali, che hanno fornito informazioni e materiali per la realizzazione di questa pubblicazione ed alle quali va il riconoscimento dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia.

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