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Madonna del Carmine ad Avigliano. Foto P. Ciliento, 2005, Archivio Fotografico dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia Madonna del Carmine ad Avigliano. Foto P. Ciliento, 2005, Archivio Fotografico dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia

Madonna del Carmine ad Avigliano

16 luglio - seconda domenica di settembre

I miracoli della Madonna del Carmine

Si tramandano numerosi miracoli avvenuti nel corso del tempo, legati soprattutto a calamità atmosferiche e a terremoti. Secondo la tradizione popolare fatti miracolosi indicarono chiaramente, nel 1719, la necessità di riprendere i festeggiamenti e la processione al Monte sospesi da un certo periodo: si tramanda che in quell'anno a seguito di una pioggia torrenziale una giovane che lavava i panni al fiume venne travolta dalle acque del Braida, ma mentre stava per annegare venne salvata dalla Vergine del Carmine da lei invocata, che le apparì invitandola a riferire agli aviglianesi di riprendere la pratica di portare in processione la statua sul Monte Carmine il 16 luglio di ogni anno. Si racconta che ancora fino a qualche tempo fa in una cappella della Chiesa in Avigliano (Potenza) fosse conservato un ex voto che ricordava l'accaduto.

Si narra ancora che nel 1844 dopo molti mesi di siccità, alcuni fedeli arrivarono ad Avigliano per invocare l'intercessione della Madonna con una processione nel corso della quale si dice le donne indossassero in segno di penitenza una corona di rovi ed il volto coperto da una stoffa bianca. Alcuni fedeli seguivano la processione scalzi portando un otre pieno di acqua da versare sulla soglia del Santuario. Il miracolo della pioggia avvenne e si ripeté anche nel corso di altre successive siccità. Ed ancora, nel dicembre del 1857, la protezione della Vergine del Carmine salvò Avigliano dal terribile terremoto che distrusse molti paesi della Basilicata. Per ricordare questo evento miracoloso, ogni anno nella stessa data si svolge una processione di ringraziamento per le vie della città. A testimonianza invece delle tantissime grazie individuali ai singoli devoti basta considerare il cospicuo tesoro di ex voto tuttora conservati nei locali della Parrocchia di S. Maria del Carmine ad Avigliano.

La festa

Ogni anno la notte precedente il 16 luglio, sera della veglia presso la Chiesa Madre, la statua della Madonna viene rivestita con un manto carico di tutto il suo tesoro votivo in oro e argento. Una corona cinge il capo sia della Vergine che del Bambino, uno scapolare è appeso ad un braccio. Il 16 luglio la statua viene portata in processione fino al convento di Santa Maria degli Angeli da dove ha inizio il pellegrinaggio popolare per raggiungere il santuario al monte. Lungo il corteo vengono trasportati i cinti insieme ai palii, insegne di forma triangolare in lino con l'immagine della Madonna ricamata in oro. Giunti al monte, la statua effettua tre giri intorno al Santuario e, una volta entrata, viene celebrata una Messa Solenne. Al termine della celebrazione i devoti rimangono a consumare cibi all'aperto.

La seconda domenica di settembre, dopo due mesi di permamenza della statua presso il santuario al monte, avviene la traslazione di ritorno. La notte precedente la discesa ha luogo una veglia presso il santuario sul monte, poi la domenica mattina la statua della Madonna con un pellegrinaggio ritorna in paese dove all'altezza del convento dei Riformati si forma la processione che attraversa la città e reca la Vergine alla Basilica Pontificia Minore di Santa Maria del Carmine di Avigliano dove rimarrà fino a luglio dell'anno seguente.

I cinti

I cinti o cente sono grandi costruzioni votive di candele a più piani, architetture complesse che rappresentano torri, navi, frontespizi di chiese o altarini e altre immagini devozionali. Essi sono realizzati da esperti artigiani che però nel tempo stanno scomparendo; alcuni fra i più conosciuti della zona sono Rocco Rosiello, Marco Rosa, Antonio Rosiello e Pietro Pace. I cinti, riccamente decorati con nastri colorati, fiori e immagini sacre, vengono offerti in segno di devozione, voto o richiesta di grazia sia dai singoli fedeli che dai paesi che partecipano al rito.

Sono i giovani familiari del devoto che offre il cinto a farsi carico di portarlo a spalla durante la processione, mentre alle giovani donne della famiglia, che un tempo dovevano essere pure, è lasciato il compito di reggere i lunghi nastri colorati attaccati alle costruzioni. In passato le giovani accompagnavano il pellegrinaggio delle cente con il canto: le rime delle invocazioni passavano da una voce all'altra creando un incrocio fra di loro nel cantare le lodi e gli inni dalla Madre Protettrice. Al termine del pellegrinaggio i cinti offerti alla Madonna rimangono nella cappella sul monte.

Il culto alla Madonna del Carmine

La devozione alla Vergine del Carmelo è molto diffusa in Basilicata, tra le molte chiese e santuari dedicati quello di Avigliano è certamente il più antico e conosciuto. La Madonna di Avigliano è invocata in tutte le situazioni di pericolo: preserva dalle cadute, dagli incidenti e protegge dagli influssi negativi di spiriti maligni e masciari. Anticamente la sua immagine era sempre presente negli "abitini", scapolari utilizzati tradizionalmente dalle popolazioni di queste zone, al giorno d'oggi è portata nei portafogli, nelle borse e nelle autovetture di molti lucani.

Secondo la tradizione il culto alla Madonna del Carmine, o Vergine del Carmelo, fu diffuso ad Avigliano da reduci dalle Crociate devoti al culto del Carmelo. Già nel XII secolo si ha notizia di un culto mariano ad Avigliano, quello alla Madonna delle Grazie, presso la Cappella di Santa Maria de Cornu Bonu che risulta censita nel 1164.

Si narra che nel 1240, la statua della Madonna scomparve dalla sua Cappella per essere ritrovata nei pressi della cittadina di Campagna in provincia di Salerno. Gli aviglianesi reclamarono la restituzione della statua e nonostante l'opposizione da parte degli abitanti di Campagna, la Madonna fu riportata ad Avigliano. Dopo breve tempo, però, la statua sparì di nuovo e fu ritrovata nella stessa località campana i cui abitanti spiegarono l'accaduto come segno della volontà della Vergine di rimanere con loro: oggi questa statua è ancora venerata a Campagna con il nome di Madonna di Avigliano, mentre gli aviglianesi furono costetti a commissionare una nuova statua simile alla precedente.

Notizie più precise circa il culto si hanno solo intorno al 1694, anno in cui, dopo una terribile carestia, si ebbe un forte terremoto: gli Aviglianesi si rifugiarono in cima alla montagna per 40 giorni pregando ed invocando la Madonna del Carmelo. Quando, alla fine, ritornarono in città trovarono che le case e il paese non avevano avuto quasi danni né vi era stato alcun morto.

Nel 1696, a memoria, fu steso un atto pubblico di ringraziamento alla Vergine del Carmelo per la sua miracolosa intercessione, redatto dal Notaio Apostolico Don Francesco Viggiano. In esso si stabilivano una serie di iniziative per manifestare la gratitudine della popolazione fra cui l'acquisto di una statua della Madonna del Carmine e la costruzione di una Cappella sulla montagnola da allora detta Monte Carmine. La statua policroma, commissionata ad un intagliatore napoletano ed ancora oggi venerata, rappresenta la Madonna in piedi che con gesto materno sostiene al petto il Bambino proteso verso di lei quasi a volerla abbracciare a toccare il velo ed accarezzare il volto. Nell'atto si stabilì inoltre di ricordare ogni anno il miracolo con una festa solenne e di portare la statua al monte ogni 16 luglio per riportarla ad Avigliano la seconda domenica di settembre, in ricordo del tempo trascorso sul monte dalla popolazione durante il terremoto. Infine, nello stesso anno, la Vergine del Carmelo fu proclamata patrona e protettrice di Avigliano. Si istituiva nello stesso anno la Confraternita della Madonna del Carmine i cui iscritti, che indossano tuttora un saio con il cappuccio simile a quello dell'ordine dei Carmelitani, erano tenuti a partecipare alle processioni di andata a di ritorno in onore alla Madonna con il diritto di trasportare la sua statua.

Nel 1935 la Vergine del Carmine, con decreto del Capitolo Vaticano, venne incoronata Regina del popolo aviglianese con una solenne cerimonia. Nel 1949 e nel 1985, la statua fu portata in processione nei diversi paesi della provincia e a Potenza dove ricevette sempre l'espressione di una fortissima devozione da parte dei numerosi fedeli. Nel 1996, vennero festeggiati solennemente i tre secoli di culto e in tale occasione la Confraternita della Madonna del Carmine collocò una grande stele sulla cima del Monte, con l'immagine della Vergine a testimonianza della ancora forte fedeltà alla Madonna. Nel 1999 la Chiesa Madre di Avigliano fu elevata a Pontificia Basilica Minore con il titolo di Santa Maria del Carmine, infine, per il Giubileo del 2000 venne realizzato un centro di accoglienza per i pellegrini nei pressi del Santuario di Santa Maria del Carmine sul Monte, eretto nel 1696.

La data di costruzione della Chiesa è incerta, ma potrebbe addirittura risalire al IX secolo. Essa è situata nella parte più antica della città ed ha subito vari interventi di restauro fino al suo totale rifacimento nel 1854 ad opera dell'architetto Domenico Berni. Con una pianta a croce latina a tre navate, una profonda abside e undici altari in marmo di epoca successiva, oggi si presenta esternamente in stile neoclassico mentre l'interno è in stile barocco; in essa sono conservate statue di San Vito e San Leonardo, precedenti Patroni della città insieme a San Bartolomeo. Sull'altare maggiore è collocato il trono di marmo con la statua lignea della Madonna del Carmine del XVII secolo.

Testo: F. Floccia e B. Terenzi (tratto da Feste e Riti d'Italia). Adattamento a cura della Redazione


Foto P. Ciliento, 2005
Archivio Fotografico dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia


Foto L. Corbo, 2005
Archivio Fotografico dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia

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