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Maggio

Maggio

  • I Santi:

    Santa Giovanna d'Arco, 30 maggio
    Giovanna d'Arco, detta la Pulzella d'Orléans (1412-1431), è stata una figura chiave nell'ultima fase della Guerra dei Cent'anni, il lungo conflitto intercorso tra il Regno d'Inghilterra e il Regno di Francia che durò, non senza intervalli, dal 1337 al 1453, e si concluse con l'espulsione degli inglesi dai territori continentali europei ad eccezione della cittadina di Calais, conquistata dai francesi un secolo dopo. Sin dall'età di 13 anni Giovanna cominciò ad avere delle visioni: "voci" angeliche le imponevano di intervenire per la salvezza della Francia e la convinsero d'esser stata scelta da Dio per salvare la sua terra dagli inglesi. Indossate le vesti militari, Giovanna intervenne per la liberazione della città di Orléans e combatté anche sotto le mura di Parigi. Fatta prigioniera e ceduta agli inglesi, fu processata e condannata al rogo per eresia il 30 maggio 1431. Solo dopo la fine della guerra venne avviato un lavoro di revisione del processo che portò al suo annullamento. Eroina nazionale, Giovanna è divenuta nel tempo il simbolo della formazione dello Stato unitario francese e ha contribuito alla nascita dello spirito nazionale; le sue celebri visioni e le sue imprese eroiche hanno ispirato poeti, scrittori, drammaturghi e compositori d'ogni epoca come anche numerosi registi contemporanei.

  • Accadde:

    6 maggio 1527 Sacco di Roma
    il 6 maggio 1527 le truppe dei Lanzichenecchi composte dai soldati mercenari tedeschi arruolati nell'esercito dell'Imperatore Carlo V d'Asburgo, misero a ferro e fuoco Roma, devastando la città: era il Sacco di Roma, un evento così fortemente drammatico che per molti segnò la fine del Rinascimento italiano. I Lanzichenecchi erano in Italia per combattere le truppe della Lega di Cognac, un'alleanza voluta da Francesco I di Francia e papa Clemente VII Medici per contrastare il potente Sacro Romano Impero di Carlo V che dominava incontrastato non solo sui territori asburgici ma anche sulla Spagna, le Fiandre, i Paesi Bassi nonché in Italia meridionale, Sicilia e Sardegna. Lasciati senza paga e senza cibo dall'Imperatore, i Lanzichenecchi prima devastarono le campagne e poi entrarono a Roma sbaragliando le guardie svizzere, mentre Clemente VII trovava rifugio dentro Castel Sant'Angelo. Così Francesco Guicciardini nella sua Storia d'Italia del 1561 racconta l'episodio: «Sentivansi i gridi e urla miserabili delle donne romane e delle monache, condotte a torme da' soldati per saziare la loro libidine [...]. Udivansi per tutto infiniti lamenti di quegli che erano miserabilmente tormentati, parte per astrignerli a fare la taglia parte per manifestare le robe ascoste. Tutte le cose sacre, i sacramenti e le reliquie de' santi, delle quali erano piene tutte le chiese, spogliate de' loro ornamenti, erano gittate per terra; aggiungendovi la barbarie tedesca infiniti vilipendi»

  • Feste e sagre:

    Festa di San Domenico a Cocullo
    La festa dei Serpari si svolge a Cocullo (L'Aquila) il primo maggio a partire dal 2012; precedentemente aveva luogo il primo giovedì di maggio. La festa si svolge in onore di san Domenico abate, particolarmente venerato a Cocullo. L'abate, essendo di passaggio, intorno all'anno Mille, durante uno dei suoi frequenti viaggi fra le terre d'Abruzzo e di Montecassino, salvò i contadini di Cocullo da una paurosa invasione di vipere.
    La prima fase della festa consiste nella ricerca e nella cattura dei serpenti (tutti rigorosamente non velenosi) che cominciano ad essere raccolti quando inizia a sciogliersi la neve, da persone esperte dette serpari. Queste osservano le stesse tecniche dei serpari antichi anche se allora i rettili venivano posti in recipienti di terracotta, ora in cassette di legno. La festa ha inizio con la folla che incomincia a tirare coi denti la campanella della cappella di San Domenico, all'interno della chiesa omonima. Secondo la tradizione, questa cerimonia servirebbe a proteggere i denti dalle malattie. A mezzogiorno inizia la processione della statua del santo invasa dalle serpi catturate nei giorni prima. Parte dalla chiesa di San Domenico e prosegue per le stradine del centro storico. Ai fianchi della statua del Santo, due ragazze vestite con abiti tradizionali, portano sulla testa un cesto contenente cinque pani sacri chiamati ciambellani in memoria di un miracolo che fece san Domenico. Al termine della festa, i rettili vengono riportati al loro habitat naturale dai serpari.
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  • La ricetta:
    La Scarpaccia Viareggina
    La chiamano "la torta dell'orto" perché l'ingrediente indispensabile sono le zucchine novelle. E' una ricetta antica che si prepara in tutta la Versilia: il suo nome lo deve all'aspetto, che ricorda una vecchia suola di scarpa, ma superata la diffidenza iniziale il suo sapore squisito conquista tutti al primo assaggio. La Scarpaccia è semplicissima da preparare ma esige alcune accortezze: le zucchine devono essere le più piccole e tenere possibili, quelle con il fiore che si trovano in maggio e in giugno.
    INGREDIENTI : Per una Scarpaccia da 22 cm di diametro : Zucchine piccine verde chiaro con il fiore 250 g - 2 Uova - Zucchero semolato 60 g - Burro fuso 80 gr - Pecorino grattugiato 80 g - Farina tipo 00 75 g - Lievito chimico in polvere per dolci 4 g - Latte fresco 65 g - 1 semi di un baccello di Vaniglia - Basilico 4 foglie - Olio di oliva extravergine a filo q.b.
    PREPARAZIONE: Pulite le zucchine, privandole delle estremità e degli eventuali fiori tagliatele a rondelle finissime. In una ciotola unite le uova e lo zucchero. Sbattetele con una frusta fino a rendere il composto spumoso, quindi aggiungete il burro fuso, il latte freddo e la farina setacciata con il lievito e il pecorino grattugiato. Amalgamate bene con la frusta, poi unite anche i semi di una bacca di vaniglia e amalgamate nuovamente per ottenere una pastella liscia. Versate adesso le zucchine nella ciotola e amalgamate per incorporarle all'impasto. Versate l'impasto in una teglia rotonda di 22 cm di diametro imburrata e infarinata, aiutandovi con una spatola. Cospargete la superficie della torta con il basilico spezzettato a mano e irrorate con un filo d'olio. Cuocete la Scarpaccia in forno preriscaldato a 200° per 15 minuti, poi abbassate la temperatura a 180° e proseguite la cottura per ancora 45 minuti. Sfornate e lasciate intiepidire prima di sformare sul piatto da portata.
  • Il proverbio:
    Maggio asciutto e soleggiato, molto grano a buon mercato
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Come arrivare
Metro Linea B (EUR Fermi)
Bus 30 Express, 170, 671, 703, 707,
714, 762, 765, 791
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