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Articoli filtrati per data: Aprile 2012

XIV Settimana della Cultura al Museo: "Alle origini del Museo"

Martedi 17 aprile 2012
Ore 17,00 Salone d'Onore
Alle origini del Museo: l'Esposizione Internazionale del 1911

Incontro sulla nuova sezione museale

E. De Simoni "Lamberto Loria: il sogno di un etnologo"
S. Baldinotti "Effimera ed eterna: Roma nel 1911"
P. M. Guarrera "Natura e cultura nei manufatti tradizionali raccolti per il Cinquantenario dell'Unità d'Italia"
F. Floccia "Il restauro degli oggetti"

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XIV Settimana della Cultura al Museo: "Ma che storia..."

Martedi 17 aprile 2012

Ore 18,00 Salone d'Onore

Proiezione del film "Ma Che Storia..."

di G. Pannone, produzione Cinecittà Luce, 2010, 78'

Il Risorgimento in un racconto lungo 150 anni: gioie e dolori di un paese grande e complicato. Un viaggio tragicomico nella nostra storia attraverso il lungo e faticoso percorso unitario italiano. Mazzini, Garibaldi, Cavour..., nomi che oggi ci arrivano lontani, ma che così lontani non sono. Una grande rivoluzione quella del Risorgimento, salutata come vera e propria epopea nell'800, ma ridimensionata nel secolo successivo dal "male oscuro" italiano. Potere, intellettuali e popolo, un rapporto difficile, spesso violento e non privo di cinismo, che di fatto ha impedito il formarsi di un sentimento nazionale condiviso. E poi, un popolo di contadini quello italiano del primo novecento, via via cancellato dalle ideologie e da un'ansia del "nuovo" che hanno finito con l'emarginare tradizioni, consuetudini, affetti. Il racconto di questa epopea a metà, si sviluppa tra i cinegiornali e i documentari, dell'archivio Luce, dagli anni dieci agli ottanta, che attraversano non senza retorica la storia nazionale; un sentimento critico e amaro, anche ironico, tutto presente nelle parole di scrittori e poeti di estrazione politico-culturale diversa; e, vero e proprio controcanto, suoni ed espressioni del popolo, che raccontano gioie e dolori di una storia ricca e violenta. Così il sobrio ricordo di uno zio morto nella Grande guerra risvegliato da Vittorio Foa, si incontra con le strofe cantate di Raffaele Viviani contro ogni guerra, per poi scontrarsi con i retaggi fascisti della storia nazionale, affidati agli impeti di un popolo che si vuole guerriero ad ogni costo. Un Paese, come ci ricorda Alberto Arbasino, cresciuto a marcette, celebrazioni, lustrini, lumini, icone, fino all'inevitabile rigetto. Un Paese incapace di mettersi in discussione, di elaborare i propri lutti, di guardarsi dentro, tutto proteso verso un finto nuovo che ha finito col procurare grandi tragedie partorite da folli illusioni. Un Paese che si potrebbe dire morto, se non fosse che gli appartengono pagine straordinarie di storia e letteratura oltre che una ricchezza antropologica unica.

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XIV Settimana della Cultura al Museo: "Suoni e Memoria"

Lunedi 16 aprile 2012 - Ore 17.30 Salone d'Onore
SUONI E MEMORIA - a cura di Antonello Ricci

Presentazione del CD "Pizzica, Calata, Nchjanata... Le suonate di Luigi Nigro"
Mostra "Poetica del legno intagliato": oggetti di cultura pastorale di Luigi Nigro

Introduzione
Daniela Porro (Direttore dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia)
Emilia De Simoni (Coordinatore scientifico del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari)

Presentazione
Giorgio Adamo (Docente di Etnomusicologia all'Università di Roma Tor Vergata)

Sarà presente Antonello Ricci (Docente di Discipline Demoetnoantropologiche
all'Università di Roma "Sapienza"), curatore della mostra e del compact disc

L'evento sarà accompagnata dalla proiezione di documenti audiovisivi sul tema

"Pizzica, Calata, Nchjanata... Le suonate di Luigi Nigro"
Luigi Nigro rappresenta un esempio fuori dall'ordinario di appartenenza a un orizzonte culturale dell'oralità. Il suo sapere, la sua pratica lavorativa, la sua tecnica musicale e artigianale sono state apprese mediante una didattica bocca-orecchio, attraverso la mediazione del racconto, tramite l'osservazione, l'imitazione e l'ascolto di quanti, intorno a lui, in particolare suo nonno, svolgevano le diverse attività, conducevano la propria vita. Luigi Nigro costruisce zampogne di tipo surdulina, il modello più diffuso nel territorio a cavallo del massiccio del Pollino e prevalente nella provincia di Cosenza. Gli strumenti sono realizzati interamente a mano utilizzando accetta, coltello, trapano, sgorbia ad anello, carta vetrata. Il compact disc contiene 28 brani strumentali eseguiti con diverse misure e varianti di zampogna surdulina, con chitarra battente, con organetto a due e a quattro bassi, con flauto dritto, con armonica a bocca e, in alcuni casi, con l'accompagnamento di tamburello. Si aggiunge un brano cantato accompagnato con la chitarra battente. Il repertorio appartiene interamente all'ambito contadino-pastorale. Comprende un multiforme insieme di suonate da ballo, tarantelle, abballi, pizziche, polke, mazurche, insieme ad alcune suonate cerimoniali per il periodo natalizio. Una parte rilevante del repertorio è costituita da un'ampia e articolata serie di brani per zampogna direttamente collegati all'allevamento del bestiame.

"Poetica del legno intagliato"
La mostra riguarda: 9 zampogne di varia misura del tipo surdulina realizzate interamente a mano, 1 ciaramella, 2 paia di castagnette, 7 collari di varia misura completi di campane, 2 coppie di chiavette da collare, 3 cucchiai pastorali, 1 guaina per forbici da tosa, 1 fermo da naso per vitello, 1 forca per macellare capretti, ganci di legno di varia misura.

Luigi Nigro, pastore di capre di Amica, contrada di Rossano (CS), è nato in Francia nel 1970 a Villiers le Bel, nei pressi di Parigi, dove i suoi genitori erano emigrati. Musicista, suona la zampogna surdulina (ciaramedda), la chitarra battente, il mandolino, l'organetto a due e a quattro bassi, il flauto dritto (frischiettu), il tamburello. Accorda campanacci per capre e pecore. È intagliatore di legno e abile costruttore di zampogne e di altri strumenti musicali, di collari per il bestiame, di bastoni ecc., che rifinisce con accurata precisione e decora con precise e delicate incisioni a punta di coltello. Tutta la sua famiglia è originaria di Longobucco, centro della Sila in provincia di Cosenza. Suo nonno paterno, Angelo Serafino, familiarmente chiamato Nicola, suo padre, Domenico, sono stati pastori di capre. Per un lungo periodo di tempo comprendente l'adolescenza e la giovinezza Luigi Nigro ha vissuto in un'azienda della località Castello, dove lavorava con suo padre, nel territorio comunale di Corigliano Calabro (CS), al confine con i comuni di Terranova da Sibari, Acri, San Demetrio Corone, Santa Sofia d'Epiro, questi ultimi due di lingua e cultura calabro-albanese. Su tale vasto e culturalmente complesso territorio Luigi ha intrecciato intensamente la sua vita a quella di tanti altri pastori, mandriani, musicisti e cantori, costruttori di strumenti musicali, intagliatori e artigiani, recependone le competenze e arricchendo il suo bagaglio di saperi. Oggi Luigi Nigro è uno dei suonatori e costruttori di zampogne tra i più conosciuti e apprezzati nel territorio della Sila Greca, fra la fiumara Trionto e il fiume Crati.

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Istituto
Aperto dal lunedi al venerdi
Come arrivare
Metro Linea B (EUR Fermi)
Bus 30 Express,
170, 671, 703, 707,
714, 762, 765, 791
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