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VISIONI DEL SUD Giuseppe Palumbo, il fotografo in bicicletta

VISIONI DEL SUD Giuseppe Palumbo, il fotografo in bicicletta

VISIONI DEL SUD
Giuseppe Palumbo, il fotografo in bicicletta
Salento 1907 / 1959

Museo delle Civiltà / Museo delle Arti e Tradizioni Popolari
Piazza Guglielmo Marconi 8 - Roma

7 dicembre 2017 – 7 febbraio 2018

Inaugurazione
giovedì 7 dicembre 2017 ore 17.30
Accensione luminarie ore 18.30

POPULOUS Dj set
dalle 19 alle 22

1740 lastre fotografiche che ritraggono il Salento arcaico e le sue trasformazioni, opera del 'fotografo in bicicletta' Giuseppe Palumbo, realizzate dal 1907 al 1959 e rimaste dimenticate per sessant'anni trovano finalmente nuova luce.

L'AUTORE
Fotografo e scrittore, Palumbo è un personaggio unico nel panorama culturale salentino della prima metà del Novecento. In sella a una bicicletta, in treno o su un piccolo calesse, ha esplorato per cinquant'anni la Terra d'Otranto, fotografando il paesaggio naturale e umano, per documentarne e valorizzarne luoghi, monumenti, risorse, produzioni.
Giuseppe Palumbo nasce a Calimera (Lecce), nel cuore della Grecìa Salentina, il 22 marzo del 1889 da Brizio Palumbo e Filomena Maggiore, agiata famiglia di proprietari terrieri. Giornalista, attento studioso del territorio, si è occupato di una grande quantità e varietà di temi che spaziano dalla cultura alle tradizioni popolari, dal patrimonio archeologico a quello architettonico, collaborando con riviste di respiro locale e nazionale. Le sue prime immagini fotografiche sono anteriori al 1909: "fissare nell'immagine il ricordo di cose, che si andavano già avviando a definitiva scomparsa", era il compito che sentiva suo e così aveva sempre fatto nella sua lunga attività di acuto indagatore della cultura popolare salentina, curioso di scoprire e rilevare i momenti del lavoro e della vita sociale, i beni storico-architettonici e le sue bellezze naturali. Muore il 26 settembre 1959 a Lecce, ma fino a quattro mesi prima della sua morte si dedicò alla catalogazione sistematica dei suoi lavori. Organizzò il suo archivio fotografico in sezioni tematiche, corredando ogni immagine con didascalie dettagliate. Volle donare tutta la sua opera al Museo Provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce, ma la malattia gli impedì di completare il lavoro che venne portato a termine dalla figlia Anna, la quale perfezionò la donazione per legato testamentario il 31 dicembre 1959, restando fino ad oggi la più appassionata promotrice e custode dell'opera del padre.
"...Mi era pure di incoraggiamento, nell'opera intrapresa, la considerazione che il mio compito sarebbe, fra l'altro, valso a fissare nell'immagine il ricordo di cose, che si andavano già avviando a definitiva scomparsa" (G. Palumbo).

Giovedì 7 dicembre al Museo delle Civiltà / Museo delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma si inaugura "Visioni del Sud. Fotografie di Giuseppe Palumbo", la mostra che riscopre il Sud Italia dei primi del Novecento e lo racconta in chiave contemporanea.
Attraverso un allestimento site specific, ridisegnato sugli spazi del museo, VISIONI DEL SUD 'mette in scena' il Salento tra il 1907 e il 1959, trasformando il maestoso Salone d'Onore in una grande piazza allestita a festa con una suggestiva installazione fatta di luminarie, che sarà il cuore della mostra. Una mostra diffusa, poiché le immagini di Palumbo segneranno il percorso lungo tutte le sale del museo dialogando con i temi delle arti e tradizioni popolari.

Le luminarie, prodotte dalla storica ditta salentina Parisi Luminarie, verranno accese il giorno dell'inaugurazione e faranno da sfondo allo straordinario set di uno dei dj e producer fra i più stimati sul piano internazionale, il salentino Populous.

Reduce dal successo dell'esposizione a Otranto, questa mostra-laboratorio itinerante promossa da Istituto di Culture Mediterranee (ICM), Cinema del reale, OfficinaVisioni, Big Sur, curata da Paolo Pisanelli e Francesco Maggiore arriva nella capitale grazie all'impegno dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia e del Museo delle Civiltà per far conoscere e valorizzare in modo originale e sperimentale l'archivio fotografico di Giuseppe Palumbo, grande intellettuale e studioso di inizi Novecento, autore di una collezione di oltre 1700 immagini, ecologista ante litteram, esploratore e appassionato del patrimonio preistorico salentino.

Palumbo fu "un intellettuale del Sud, autore di un racconto che seppure narra del Salento, può assurgere a testimonianza di tutto il Mezzogiorno, in quegli anni cruciali in cui si costruiva culturalmente l'Italia", come afferma l'Assessore all'Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia Loredana Capone. Anche la celebre regista e fotografa sua conterranea Cecilia Mangini ne tesse le lodi: "Ha preceduto tutti. È un proteiforme, è un demartiniano anticipato e occulto. È il cantore del Sud. Nelle sue fotografie ecco la Puglia raccontata con oggettività e realismo, testimonianza accusatoria per il sud ridotto a povera colonia del nord industriale e progredito".

Leandro Ventura, Direttore dell'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia sottolinea "l'importanza di portare a Roma il Sud Italia e il Salento della prima metà del XX secolo, fissato da un osservatore impegnato e curioso, un vero intellettuale attento alla conservazione di un mondo in trasformazione, più che un semplice tecnico dello scatto fotografico".

La grande sensibilità artistica di Palumbo è riuscita infatti a produrre immagini che raccontano l'estremo Sud dell'Italia dei primi anni del ventesimo secolo, restituendo in modo aderente alla realtà e senza enfasi il popolo a cui appartenevano i costumi etnografici.
Contadini, artigiani, cantastorie, tessitrici, piccoli pastori con le loro greggi: Palumbo ha sempre mantenuto un contatto con gli abitanti del proprio territorio, che ha ispirato suggestivi reportage agresti che restituiscono spazi in cui l'uomo aveva un rapporto di consapevole rispetto sia con l'ambiente naturale, fonte di vita, che con la propria stessa identità. Questa indagine fotografica acuì la sua naturale sensibilità alla conservazione del patrimonio naturale, che lo portò a impegnarsi nella causa della conservazione del patrimonio boschivo plurisecolare che allora attraversava gran parte della penisola salentina.
Un'attenzione non esclusivamente riservata al patrimonio naturale: Palumbo documentava anche i luoghi, le genti, le tradizioni, i monumenti preistorici per denunciarne l'incuria e la distruzione che avveniva per far spazio a nuove strade e costruzioni. Una storia che si ripete e che rende attualissimi i temi e le riflessioni che l'esposizione sollecita.

VISIONI DEL SUD si propone di valorizzare questo grande patrimonio, suggerendo un nuovo sguardo su un archivio 'aperto' e, come nel desiderio dello stesso fotografo, destinato alla fruizione pubblica. Un'esposizione moderna che prende forma proprio in un museo di arti e tradizioni, come segno della necessità di coniugare ieri e oggi per arrivare al domani.
E quindi spazia tra la colorazione delle immagini e l'utilizzo di lightbox, passando per la rilettura dei tradizionali 'lampioni', le luci avvolte da carta velina utilizzate il 21 giugno per la festa del Solstizio d'estate a Calimera, paese di origine del fotografo, che verranno stavolta ricoperte di carta trasparente che riproduce le immagini dell'archivio, ricreando un suggestivo angolo di festa.
Una mostra-laboratorio che esplora un materiale 'vivo', raccolto grazie al contributo dell'Archivio della Famiglia Palumbo, del Fondo Chiriatti conservato dal Comune di Zollino, dell'Archivio Renato Colaci e dell'Archivio Cinema del reale : per questo accoglie, oltre alla sezione dei documenti e delle fedeli riproduzioni fotografiche, rielaborazioni e riletture di archivio da parte di artisti, designer, scrittori, film-maker e musicisti.
I documenti realizzati dal regista Paolo Pisanelli, come il video "Memorie di Anna" che raccoglie l'appassionata testimonianza della figlia Anna Palumbo, e l'audio-doc dedicato all'opera dell'autore presentato dalla studiosa e critica d'arte Ilderosa Laudisa.
Ma anche le installazioni "Archivi di luce" di Maurizio Buttazzo, realizzata con oggetti polimaterici e di recupero che si innestano alle immagini fotografiche dell'Archivio Palumbo, e "Sedici scatti luminosi", frutto di una ricerca accurata di immagini scelte nell'imponente corpus di immagini prodotte da Palumbo in un approccio giocoso e non formale di intervento e valorizzazione degli archivi storici, un incontro tra la pratica meccanica e chimica della fotografia di ieri e l'elaborazione cromatica digitale di oggi.

 

VISIONI DEL SUD
ideazione
Istituto di Culture Mediterranee, Associazione Cinema del reale, OfficinaVisioni, Big Sur
realizzato da
Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
Museo delle Civiltà
con
Archivio Museo Sigismondo Castromediano – Provincia di Lecce
Archivio Famiglia Palumbo
Fondo Giuseppe Chiriatti/Biblioteca Comunale "Maniglio" – Zollino
Archivio Renato Colaci
Archivio Cinema del reale
con il sostegno di
Regione Puglia
Unione Europea - Fondo per lo Sviluppo e la Coesione
Teatro Pubblico Pugliese
Puglia Sounds
Apulia Film Commission
Puglia Promozione
in collaborazione con
Comune di Zollino
Comune di Calimera
Comune di Corigliano d'Otranto
Associazione Pugliese Editori
Scuola d'arte Cinematografica "Gian Maria Volontè"
Istituto Luce Cinecittà
Università Roma Tre – Dipartimento di Architettura
con il patrocinio di
Distretto Produttivo Puglia Creativa
GAL Capo S. Maria di Leuca
e la partecipazione di
Cineteca Lucana
Archivio Audiovisivo del Movimento operaio e democratico

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Museo delle Civiltà - Museo delle Arti e Tradizioni Popolari
Piazza Guglielmo Marconi 8 - 00144 Roma - Tel: (39) 06 5926148 - Fax: (39) 06 5911848

ORARI DI APERTURA
Dal martedi alla domenica: ore 8.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.30) - lunedì chiuso
BIGLIETTI
Biglietto cumulativo Museo delle Civiltà
Un biglietto di 8,00 € (ridotto 4,00 €) valido tre giorni dalla data di emissione per poter visitare le sezioni dell'alto medioevo, delle arti e tradizioni popolari, di preistoria e di etnografia
Biglietteria unica nella sezione di preistoria e di etnografia "Luigi Pigorini", piazza Guglielmo Marconi 14, Roma
Trasporti pubblici
Metro Linea B (eur Fermi) - Autobus 30 Express, 170, 671, 703, 707, 714, 762, 765, 791

visionidelsud.it
idea.mat.beniculturali.it
regione puglia.it

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Crediti ICDe/MuCIV

Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
Direttore Leandro Ventura

Museo delle Civiltà
Direttore Filippo Maria Gambari

Coordinamento Museo delle Civiltà – Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia
Francesco Aquilanti, Emilia De Simoni

Coordinamento vigilanza di sala
Antonio Fiorillo

  • Data: 7 dicembre 2017 – 7 febbraio 2018
  • Sede: Museo delle Civiltà - Museo delle Arti e Tradizioni Popolari
  • Luogo: Roma
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Orario ICDe
Dal lunedi al venerdi
9.00-17.00
Metro Linea B (EUR Fermi) Bus 30 Express, 170, 671, 703, 707, 714, 762, 765, 791
Servizio VI
Tutela del patrimonio
DEA e immateriale

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