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Unwritten Structures. Racconti (in)Visibili

Unwritten Structures. Racconti (in)Visibili

Progetto espositivo itinerante internazionale.
 
Dal 2017, l’Istituto ha avviato, il progetto espositivo e propositivo di ambito internazionale “Unwritten Structures -Racconti (in)Visibili”, risultato di un percorso di ricerca condiviso tra l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, il MUCIV- Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, e le società Glocal Project e Open Lab Company, insieme a curatori, artisti contemporanei e registi, che propone una reinterpretazione in chiave artistica di pratiche e saperi della tradizione italiana per promuovere una forma innovativa di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale attraverso la sperimentazione di codici multi-espressivi propri dell'arte contemporanea e dell'antropologia dialogica. 
Accanto alle testimonianze materiali, ai documenti d’archivio e ad alcune proposte di reinterpretazione di matrice antropologico-visiva, il progetto prevede l’accostamento con opere di artisti contemporanei ispirate alle strutture non scritte del nostro patrimonio culturale all’interno di un viaggio che, tra il vissuto e l’immaginato, propone la conservazione della memoria e la creatività come chiavi d’accesso privilegiate al dialogo intergenerazionale e al rispetto della diversità culturale. 
 
Concepito come progetto espositivo itinerante, Unwritten Structures porterà, per oltre due anni, il patrimonio culturale immateriale italiano nell’Europa dell’Est e in Sud America, avviandosi contemporaneamente, il prossimo 11 giugno, in Armenia e in Cile. L’itinerario est-europeo avrà inizio presso la Styles Gallery di Gyumri, in Armenia, con il patrocinio dell’Ambasciata Italiana d’Armenia, per proseguire poi in Bosnia, Museum of Contemporary Art di Banja Luka, dal 12 settembre al 12 novembre 2019 e Mostar, dal 20 novembre al 10 gennaio 2020, per toccare poi la National Gallery di Sofia e quindi Skopye, Novisad, e Lubiana. 
Contemporaneamente, grazie alla collaborazione con la Dante Alighieri di Merida (Yucatan) con gli Istituti italiani di cultura e con la rete consolare di Messico, Cile e Argentina, partirà l’itinerario sudamericano, che si inaugurerà il prossimo 11 giugno a Santiago del Cile presso il Centro Cultural Las Condes, proseguirà poi in Argentina, Buenos Aires negli spazi espositivi del Centro de Arte Contemporáneo Uade Art dal 9 agosto al 6 ottobre. A seguire, Merida inaugurerà l’itinerario messicano nel Museo Fernando García Ponce-Macay, dal 20 ottobre al 6 gennaio 2020, itinerario che proseguirà presso la Fundación Pape di Cohauila dal 24 gennaio al 26 Aprile, per concludersi a Città del Messico con l’esposizione nel Museo de Arte Popular dal 6 maggio al 6 agosto 2020. 
 
Il percorso espositivo, sia in Sudamerica che nell’Europa dell’Est si svolge all’interno di un vero e proprio accerchiamento audiovisivo realizzato attraverso 4 “microcinema”, unità di esposizione multimediale ad alta tecnologia progettate appositamente per le mostre dagli exhibition designers di Openlabcompany all’interno dei quali è possibile “tuffarsi” nei documentari immersivi di Francesco De Melis, regista, musicista e antropologo. 
Le esposizioni sudamericane sono focalizzate sulle feste della tradizione italiana caratterizzate dal trasporto delle grandi macchine cerimoniali portate sulle spalle, con particolare riferimento alle celebrazioni delle città di Palmi, Viterbo, Nola e Sassari, dichiarate dall’UNESCO nel 2013 Patrimonio Immateriale dell’Umanità, alle quali si aggiungono la Corsa dei Ceri di Gubbio e il Trasporto della Madonna del Soccorso di Sciacca. Il progetto espositivo della sezione antropologica è arricchito da una serie di maquette, costruite da artigiani locali, oggetti sospesi tra la realizzazione artistica e la devozione popolare, che rappresentano le famose macchine a spalla. 
Le mostre dell’Europa dell’Est, ripropongono l’accerchiamento audiovisivo con la stessa formula, ma con contenuti diversi, ampliando l’orizzonte espositivo oltre il tema della festa alle tematiche “cardine” della tradizione popolare: cucina, musica, pratiche religiose. L'itinerario visivo, in questo caso, è arricchito dalle immagini del Fondo fotografico Cuneo-Puzo sulle feste popolari italiane ed è costellato di oggetti etnografici della tradizione popolare italiana risalenti ai primi anni del 1900. 
A completamento delle esposizioni sono stati selezionati alcuni artisti contemporanei italiani che da sempre hanno dedicato la loro ricerca alla nostra identità e al nostro ambiente storico, umano e culturale.
Gli artisti rappresentati in questa grande collettiva sono:
- per il Sud America, Bertozzi e Casoni, Tommaso Cascella, Flavio Favelli, Dario Ghibaudo, Silvia Giambrone, Maria Lai, Francesco Lauretta, Davide Monaldi, Luana Perilli, Roxy in the box, Marinella Senatore, Giuseppe Stampone, Sergio Tumminello, Angelo Marinelli e Zaelia Bishop 
- per l’Europa dell’Est, Tommaso Cascella, Gaia Scaramella, Flavio Favelli, Dario Ghibaudo, Silvia Giambrone, Maria Lai, Francesco Lauretta, Davide Monaldi, Luana Perilli, Roxy in the box, Marinella Senatore, Angelo Marinelli, Giuseppe Stampone, Sergio Tumminello, Zaelia Bishop e, per l’occasione, l’artista armeno Arshak Sarkissian.
 

  • Data: dall'11 giugno 2019 al 6 agosto 2020
  • Luogo: Varie sedi nel mondo
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Orario ICDe
Dal lunedi al venerdi
9.00-17.00
Metro Linea B (EUR Fermi) Bus 30 Express, 170, 671, 703, 707, 714, 762, 765, 791
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